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Il venture in America Latina tocca 1,3 miliardi nel Q3 2026

Il venture in America Latina tocca 1,3 miliardi nel Q3 2026

Contenuto basato su analisi di Crunchbase News.

I finanziamenti venture alle startup dell’America Latina hanno raggiunto 1,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2026. Si tratta di un aumento del 26% su base annua. I dati di Crunchbase, pubblicati a metà ottobre, mostrano un mercato spinto da grandi round in fase avanzata e da una netta ripresa del seed. Nello stesso periodo la fintech globale ha percorso la strada opposta, raccogliendo 10,6 miliardi di dollari. La somma segna un calo del 21,4% rispetto al terzo trimestre del 2025. Il numero di round è il più basso dal 2018. Due letture dello stesso mercato, con il capitale che si concentra su poche operazioni grandi.

Il Messico supera il Brasile e guida l’America Latina

Il dato che rompe la consuetudine riguarda la leadership regionale. Le startup messicane hanno raccolto 1,52 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2026. Le startup brasiliane ne hanno raccolti 1,08 miliardi nello stesso periodo. La differenza è di circa il 40,7% in più per il Messico. È un ribaltamento insolito: il Brasile è storicamente stato il maggiore destinatario dei capitali di venture in America Latina. Igor Piquet, vice presidente di Endeavor Catalyst, ha osservato che gran parte dei fondi messicani è andata a poche startup, mentre il Brasile ha registrato molti più deal. Il Brasile resta comunque attraente per gli investitori internazionali. Secondo Allen Taylor, managing partner di Endeavor Catalyst, nell’ultimo anno hanno investito nel paese fondi come Sequoia, Founders Fund, NEA, Battery e Tidemark. Per alcuni di questi si è trattato del primo investimento nella regione.

«Gli investitori si concentrano su pochi vincitori messicani, mentre il Brasile conserva l’ampiezza», ha detto Piquet, aggiungendo che il Brasile guida anche negli exit realizzati.

I round più grandi dall’energia, non dalla fintech

I due round più grandi del trimestre non sono arrivati né dal Brasile né dal Messico e nemmeno dalla fintech, ma da startup legate all’energia. Black Giant gestisce in Cile il progetto litifero di EnergyX. Ha raccolto 225 milioni di dollari a luglio con una valutazione dichiarata di 900 milioni. In Colombia Erco Energía, che costruisce e gestisce impianti solari per case e imprese, ha chiuso una Serie C da 129 milioni ad agosto.

Nella fintech, in Messico spicca Kapital, che a settembre ha raccolto 125 milioni di dollari in una Serie C a 1,6 miliardi di valutazione. Il round è stato guidato da Tru Arrow Partners. In Brasile Kesh Bank ha portato a casa 106,9 milioni ad agosto. Decade, advisory patrimoniale basata sull’intelligenza artificiale, ha chiuso un seed da 85 milioni. Il più grande round seed mai registrato per una startup latinoamericana è stato quello di Decade. Tra i sostenitori, Benchmark, Greenoaks, Diffusion, Norte Ventures e Atlantico.

Il seed riprende, gli investitori “riscoprono” la regione

Il terzo trimestre ha visto una forte impennata dei capitali in fase iniziale. I round angel e seed hanno raccolto 266 milioni di dollari. Questa cifra rappresenta il 20,5% del totale trimestrale. È un aumento del 128% rispetto ai 117 milioni del trimestre precedente e del 62% rispetto allo stesso periodo del 2025. Taylor ha notato che i venture internazionali sono stati più attivi nella regione, in particolare in Brasile, nei primi tre trimestri del 2026. Il loro impegno ha superato quello dell’intero 2024 e 2025 messi insieme.

«Scherzo sul fatto che gli investitori americani “riscoprono” l’America Latina ogni cinque o sei anni, e penso che ci si stia avvicinando a un altro momento del genere», ha detto Taylor.

Le exit restano il punto aperto. Piquet ha indicato circa 60 società tecnologiche private che hanno raccolto almeno 150 milioni di dollari ciascuna come potenziale riserva di future quotazioni. Ma ha precisato che oggi le uscite passano soprattutto da acquisizioni e passaggi di mano, non da IPO. Taylor ritiene possibili quotazioni alla Borsa di New York di società come Wellhub, CloudWalk o Creditas, che potrebbero alimentare una nuova ondata di interesse globale nel 2027.

La fintech globale frena: round sempre più rari

Il rallentamento della fintech non è solo una questione di cifre. Crunchbase ha analizzato una serie storica che parte dal primo trimestre del 2018. I 687 round registrati nel terzo trimestre del 2026 a livello globale sono il numero più basso di tutta la serie. La contrazione rispetto al trimestre precedente è stata guidata dai round grandi. Le operazioni da almeno 100 milioni di dollari sono scese del 43,3%, da 9,07 a 5,15 miliardi. Queste operazioni hanno spiegato circa il 93% del calo complessivo. Laura Bock, partner di QED Investors, descrive un mercato diviso in due: «Il mercato resta biforcuto, con o senza intelligenza artificiale, leader di mercato o no».

Gli Stati Uniti restano il primo mercato con il 50,5% del totale, pari a 5,38 miliardi di dollari. Segue Singapore con 1,28 miliardi, gonfiati quasi interamente dal round da 1,2 miliardi di Ant International. È la più grande operazione del trimestre, una Serie A a 11,2 miliardi di valutazione. Poi ci sono l’Arabia Saudita con 626,6 milioni, l’India con 452 milioni e il Brasile con 352 milioni. Un dettaglio curioso segnalato dai dati: benché gli Stati Uniti siano il primo mercato, i cinque round più grandi del trimestre sono andati tutti a società con sede altrove, da Ant International a Barq in Arabia Saudita, da Qupital a Hong Kong ad Ajaib in Indonesia fino a Tabby a Riyadh.

Anche le aspettative verso i fondatori sono cambiate. Bock ha spiegato che il fatturato ricorrente da 1 milione di dollari non basta più come soglia per una Serie A. Gli investitori chiedono ricavi che almeno triplichino in sei mesi. «L’efficienza conta ancora, ma la crescita è tornata al centro», ha detto. Kirsten Green, fondatrice di Forerunner, ha aggiunto che nelle Serie A e B «l’evidenza conta più della narrativa». Vede inoltre un possibile eccesso di capitali nelle infrastrutture stablecoin e negli strumenti per gli acquisti degli agenti di intelligenza artificiale. A suo avviso il vero valore sarà nelle aziende che possiedono la relazione con il cliente.

Cosa guardare nei prossimi trimestri

Per l’America Latina i segnali sono in movimento su entrambi i fronti. Il seed risorge mentre i capitali avanzati restano volatili. Questi ultimi sono scesi del 21,3% nel trimestre dopo il picco del secondo trimestre, il più alto da quello del 2022. Le startup fintech latinoamericane, intanto, competono ora in un mercato globale in cui i temi contano più delle geografie: secondo Ana Cristina Gadala-Maria di QED Investors, sempre più fondatori costruiscono aziende competitive a livello mondiale dall’America Latina, non necessariamente per l’America Latina, puntando su intelligenza artificiale, stablecoin e pagamenti transfrontalieri. Il dato sull’attività iniziale resta peraltro provvisorio. I round seed vengono spesso comunicati settimane o mesi dopo la chiusura. I conteggi del trimestre potrebbero quindi salire.

Fonti: