Archiviazione e sincronizzazione dati distribuiti: evoluzioni della catena di blocchi
- Marc Griffith

- 1 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Nel mondo delle blockchain, l'archiviazione e sincronizzazione dati distribuigi sono diventate il fulcro dell'innovazione infrastrutturale. Se prima si pensava che ogni nodo dovesse conservare ed eseguire l'intera storia, oggi emergono architetture modulari che separano consenso, disponibilità dei dati ed esecuzione. Questo articolo esplora come i registri distribuiti stiano evolvendo verso modelli che scalano globalmente senza rinunciare a garanzie di correttezza e verificabilità, grazie a concetti come la modularità e la data availability sampling (DAS).
Da monolitico a modulare: cosa cambia
Nei modelli monolitici tradizionali, ogni nodo scarica ed esegue ogni transazione dall’inizio della catena. Sebbene offrano forte sicurezza, non sono sostenibili su scala globale. Oggi progetti come Celestia, la roadmap Danksharding di Ethereum, Avail, Near DA e Polygon Avail hanno convergono su una verità fondamentale: la consensus e la disponibilità dei dati possono essere separate dall’esecuzione.
In uno stack modulare, le componenti principali sono:
Questa architettura riduce di ordini di grandezza il carico di replica per la maggior parte degli utenti, mantenendo però le garanzie critiche di sicurezza e verifica.
La svolta DAS: come funziona in pratica
La vera rivoluzione è l’Data Availability Sampling, introdotta da Mustafa Al-Bassam con LazyLedger e ora adottata da Celestia. DAS permette a light client di verificare la disponibilità dei dati senza dover scaricare un blocco per intero. Il flusso tipico è:
Celestia, lanciata nel 2023, ha già blocchi tipici di ~10–20 MiB usando 2D Reed-Solomon e DAS. I light client necessitano di una banda continua di circa 1–2 Mbps, adeguata agli smartphone.
Sincronizzazione dello stato: tre approcci principali
Anche con la disponibilità dei dati risolta, è necessario garantire che i nodi raggiungano lo stesso stato. Le tre strategie prevalenti oggi sono:
Fast sync / snapshot sync – la maggior parte dei nodi Ethereum e compatibili non esegue più da genesis. Si affidano a uno stato root recente verificato, per poi reperire le prove di account e storage necessari, riducendo i tempi di sincronizzazione da settimane ad ore.
Parallel block propagation – progetti come Solana usano una propagazione parallela dei blocchi in frammenti per raggiungere decine di migliaia di validatori in tempi estremamente rapidi.
State expiry e re-execution – molte architetture di rollup garantiscono disponibilità dei dati per un periodo definito; dopo la finestra di sfida, gli stati vecchi possono essere rimossi, con la possibilità di ricalcolareProofs da dati archiviati in caso di necessità.
Esempi concreti nel settore
Ethereum Danksharding (proto-Danksharding) introdurrà blob-carrying transactions: blocchi che includono grandi blob garantiti disponibili per circa 18 giorni. I validatori attestano la visibilità dei blob e le commitment di KZG consentono di verificare l’inclusione. Dopo la finestra, i blob vengono rimossi, ma lo stato root resta nella beacon chain. Questo è il primo passo verso la separazione tra monolitic replication e data availability.
Celestia + Rollups – Celestia è passato a blocchi di 8 MiB nel 2023, puntando a 64 MiB come target. Rollup come Dymension e Saga pubblicano i loro state root e le fraud proofs su Celestia. Un rollup full node scarica solo ~100–500 MB di dati storici, evitando di dover gestire l’intera storia multi-terabyte. Light client verificano tutto tramite DAS e Merkle Trees ad Namespace (NMT), che permettono di provare che i dati di un rollup siano stati inclusi sotto il proprio namespace.
Le modalità di replicazione tra catene avanzano con pattern come:
Questi approcci limitano la replication agli elementi minimi necessari, come Merkle path da una header a un evento specifico, piuttosto che l’intera catena.
Dibattito: pro e contro di approcci diversi
Nell’ecosistema si discute molto su quale modello offrirà il miglior compromesso tra sicurezza, scalabilità e decentralizzazione. Da una parte, la replicazione monolitica resta la più semplice da comprendere e offre la massima robustezza contro censure e attacchi, ma richiede una quantità enorme di hardware e banda. Dall’altra parte, i modelli modulari con DAS promettono scalabilità reale e costi operativi ridotti per i partecipanti comuni, ma introducono superfici di attacco nuove e dipendenza dalla disponibilità continua dei dati. Inoltre, c’è chi teme che la separazione tra DA e execution crei una catena di fornitura tecnológica dove il controllo dei fornitori di dati possa diventare un punto di frizione o, peggio, un colpo di scena strategico per la resilienza complessiva. In questo dibattito, la trasparenza e la verifica restano centrali: i soli nodi di esecuzione non possono garantire l’accuratezza dell’intera storia senza una base di dati affidabile e disponibile. Tuttavia, il valore di modularità risiede proprio nel bilanciare la sicurezza con l’accessibilità: meno hardware per partecipante, più specializzazione, meno dati memorizzati in modo permanente, ma prove di correttezza forti e controllabili. Inoltre, l’adozione di DAS permette agli sviluppatori di costruire ambienti di esecuzione flessibili e ottimizzati per casi d’uso diversi, dall’IoT alle imprese, mantenendo l’integrità dell’intero ecosistema.
Altre opinioni sostengono che una coesione tra livelli possa essere preferibile per garantire coerenza normativa e gestione dei rischi, soprattutto in un contesto europeo in cui la regolamentazione e la governance dei dati hanno un peso determinante. In ogni caso, l’evoluzione si sta muovendo rapidamente: modelli ibridi che combinano sicurezza di fondamento e scalabilità operativa stanno diventando la norma, con interfacce sempre più chiare tra i nodi di consenso, i nodi di disponibilità dati e gli esecutori delle transazioni.
Conclusione: una nuova architettura per l’innovazione
L’era della “storia immutabile e tutti memorizzano tutto” sta cedendo il passo a una scala più sostenibile, modulare e verificabile. L’evoluzione verso la modularità con DAS non è solo una questione di performance: cambia il modo in cui progettiamo, verifichiamo e commercializziamo applicazioni blockchain e dApps. Le architetture distribuite, con la separazione tra consenso, disponibilità dei dati ed esecuzione, offrono nuove opportunità per startup e sviluppatori di innovare su infrastrutture robuste, riducendo i costi e aprendo nuove possibilità applicative. Per chi costruisce il futuro, l’approccio modulares è una bussola per guidare progetti resilienti e scalabili.
Fonti autorevoli e esempi concreti come Celestia ed Ethereum EIP-4844 mostrano che l’innovazione infrastrutturale è già una realtà operativa, non una promessa teorica. Per chi volesse approfondire, è utile seguire i contributi di Celestia su Celestia e la specifica EIP-4844 su EIP-4844, insieme a casi di studio su implementazioni rollup e soluzioni cross-chain.




