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Automazione della conformita edilizia: Levels e l'impatto sulle PMI edili in Italia

Automazione della conformita edilizia: Levels e l'impatto sulle PMI edili in Italia


L automazione della conformita edilizia sta emergendo come risposta concreta alle sfide che limitano le PMI nel settore edile: gestire documenti, certificazioni e adempimenti richiesti dalle gare e dalle committenze pubbliche. Levels, startup nata a Milano nel 2024, è partita dall analisi di come la tecnologia possa automatizzare questo percorso, partendo da una consulenza iniziale in campo genAI e trasformandola in una soluzione che punta a snellire i processi di compliance per i subappaltatori grazie all intelligenza artificiale. Sebbene possa sembrare una scelta prudente, l obiettivo è chiaro: rendere la gestione della compliance meno onerosa e più affidabile, con impatti concreti sul giro d affari.


Partire dal problema

Entrare in questa direzione non è stata una decisione presa a tavolino. Dopo aver risolto con successo una richiesta di un azienda in ambito cantieristico, il team ha capito che la conformita è il punto debole per partecipare alle gare d appalto con grandi committenze pubbliche. Seguendo una logica orientata al cliente, Levels ha deciso di muoversi velocemente: entro sei mesi hanno maturato oltre 160.000 ARR (annual recurring revenue) in abbonamenti annuali, e oggi servono 16 aziende edili representative del settore. "Andare in giro per Milano e vedere sui nodi delle gru i nomi dei nostri clienti o di aziende che abbiamo contattato, è la misura concreta dell impatto della nostra soluzione sul mondo reale", ha dichiarato Tommaso Lucarelli, CEO di Levels.


La scelta di fare impresa in Italia

La storia dei quattro cofounder di Levels - tutti laureati in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano e con una formazione complementare in Data Science - racconta una traiettoria improntata su curiosità, formazione internazionale e spirito pratico. Dopo un internship da Amazon in Lussemburgo come Business Intelligence Engineer, la scelta di tornare in Italia è stata guidata dal desiderio di aiutare le aziende del Paese, valorizzando un network costruito nel tempo. Oggi l organico è di nove persone a tempo pieno, con piani di assunzioni per due ruoli aggiuntivi. Il team si sta strutturando con una cultura ancora molto vicina all universo universitario: lavoro intenso, responsabilità elevate e autonomia decisionale. I cofounder hanno investito tempo nello sviluppo di una piattaforma che potesse accompagnare i piccoli cantieri nel percorso di conformita, riducendo il carico documentale e facilitando la gestione di una mole di adempimenti che spesso si concentra nelle ore serali o nel weekend.


Le ambizioni non finiscono qui

Oggi Levels si posiziona in una fascia medio-alta del mercato della tecnologia per l edilizia, ma l orizzonte resta ambizioso: l obiettivo non è solo automatizzare una parte del processo, ma affrontare la gestione di tutti i documenti necessari, spesso pesante per realtà con tre, quattro lavoratori. L idea è offrire un servizio digitale per telefono o PC che consenta di gestire la conformita documentale con il minimo sforzo, e contemporaneamente sviluppare servizi più sofisticati per i grandi operatori. Il motto di fondo è upload once, comply everywhere, ovvero caricare un documento una sola volta e condividerlo ogni volta che serve. La vera rivoluzione, quindi, è trattare i dati in modo diverso e più efficiente.


Come e quando crescere

Dal punto di vista degli investimenti, Levels ha seguito un percorso tipico delle startup in fase iniziale: bootstrap iniziale, poi un apporto di angel investor. Alcuni di loro fanno parte dell advisory board e offrono mentorship su prodotto e tecnologia. In Italia non mancano fondi per la fase preseed, ma la fase successiva presenta sfide legate alla maturità degli investimenti e a una maggiore necessità di capitale per la crescita. Come molti imprenditori nostrani, i fondatori riconoscono il valore delle strutture italiane e la necessità di bilanciare interessi italiani e opportunità internazionali, sottolineando che, quando il business va bene, spesso i finanziatori esteri cercano di guidarlo anche oltre confine. L esperienza italiana è vista come una base solida per costruire un modello sostenibile e replicabile nel tempo.


Un dibattito sul modello italiano

La discussione su come valorizzare le startup italiane nel contesto europeo pone diverse domande: quanto contano i network locali e la vicinanza con investitori domestici rispetto all accesso a fondi esteri? In che modo le aziende possono crescere mantenendo la proprietà e l imposizione fiscale sul territorio? Qual è il giusto equilibrio tra velocità di crescita e tutela delle PMI nel tessuto industriale? Da una parte c è chi sostiene che l Italia offra un ambiente favorevole per una crescita sostenibile, con una forte rete di imprese, università e hub innovativi come Talent Garden. Dall altra, c è chi mette in guardia sul rischio di spostare risorse all estero per accelerare la crescita, con possibili costi sociali e territoriali. Le startup italiane, come Levels, mostrano che è possibile costruire modelli di business solidi, pure in un contesto domestico, ma resta fondamentale una combinazione di supporto pubblico, investimenti privati mirati e una cultura dell imprenditorialità che premi il merito e la capacità di esecuzione. In questo scenario, l attenzione a temi come la conformita, la gestione documentale e la transizione digitale può diventare un vero driver di competitività, se accompagnata da governance e capitali adeguati. Tuttavia, è cruciale evitare promesse tecnologiche vuote e focalizzarsi su metriche concrete: ARR, numero di clienti, tasso di adozione, riduzione del carico amministrativo per i subappaltatori e tempo medio di elaborazione della documentazione. Inoltre, è vitale avere fonti autorevoli per validare i dati di mercato e le proiezioni di crescita, così da offrire una base solida a founder e investitori. In sintesi, l Italia può essere terreno fertile per innovazione e nuove tecnologie se convivono pragmatismo, talento internazionale e sostegno mirato alle piccole imprese.


Una prospettiva concreta per i founder

Guardando al caso di Levels, la chiave di lettura è semplice: partire da un problema reale, testare rapidamente una soluzione e misurare l impatto sul mondo reale. Per i founder che operano nel campo dell intelligenza artificiale applicata, l insegnamento è chiaro: l innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma di efficacia operativa e di capacità di scalare un modello di business in un tessuto industriale complesso. La combinazione di vantaggi locali e opportunità globali richiede una strategia chiara: investire in talenti, costruire alleanze con aziende e istituzioni, e mantenere l attenzione sui KPI concreti che guidano la crescita nel tempo. Inoltre, una visione a lungo termine come upload once, comply everywhere può aprire scenari di servizi digitali più profondi, con un valore reale per le PMI e una posizione competitiva per l azienda.


Verso una gestione della conformita sempre più efficiente

In chiusura, l esperienza di Levels dimostra che esistono margini reali per trasformare una peculiarità del settore edile in una leva di innovazione e crescita. La strada non è semplice, richiede un mix di competenze tecniche, comprensione delle esigenze dei cantieri, accesso a capitali e un ecosistema di supporto che favorisca le startup orientate alla fase di scale-up. Per chi guarda al futuro, l invito è chiaro: puntare su soluzioni che migliorino efficienza, trasparenza e tracciabilità dei documenti, mantenendo al centro l’impatto sul cliente e la sostenibilità del business.


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