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Joule: cinque anni di innovazione startup e transizione energetica in azione

Joule: cinque anni di innovazione startup e transizione energetica in azione


L'innovazione sta ridefinendo come le startup crescono, si sostengono a vicenda e trasformano mercati e territori. In questo contesto, Joule, la scuola di Eni per l'impresa, celebra cinque anni di lavoro focalizzato sull'innovazione startup e transizione energetica.

La relazione annuale di Joule descrive un modello che si sviluppa su più assi: supporto imprenditoriale, formazione, collaborazioni istituzionali e integrazione con l'ecosistema locale. Ecco le principali esperienze e i progetti che hanno segnato il quinquennio.


Yasika in Repubblica del Congo: innovazione e sviluppo locale

In Congo, Joule sostiene Yasika, un programma di accelerazione mirato a formare una nuova generazione di startup e imprenditori locali. L'iniziativa mira all'intersezione tra agricoltura e innovazione tecnologica come motore di sviluppo economico. Nel 2025 è stato annunciato un nuovo partenariato tra Eni Congo e il Ministero delle Piccole e Medie Imprese della Repubblica del Congo, per consolidare percorsi di crescita delle realtà locali e integrarli in un ecosistema istituzionale più solido.

All'interno della visione di Joule, Yasika rappresenta un tassello chiave della strategia di sviluppo territoriale: trasformare l'innovazione in valore sociale ed economico nelle zone di intervento.


In Kenya: KAEP, filiere agritech e sviluppo sostenibile

In Kenya, KAEP (Kenya Agribusiness Entrepreneurship Program), promosso da Eni Natural Energies Kenya e Joule insieme alla fondazione E4Impact, ha recentemente chiuso la terza edizione a Nairobi. Oltre al riconoscimento delle startup premiate, il dato più significativo è la continuità dell'impegno: in tre anni il programma ha supportato la crescita di 30 startup, consolidando filiere agricole sostenibili e connesse alle esigenze della transizione energetica.


Empowerment in Ruanda: competenze come leva di transizione

Nell'ottobre 2025 a Kigali, 40 giovani hanno completato un percorso di formazione specializzata in saldatura e carpenteria metallica, legato al progetto di cottura pulita. Il programma, parte dell'iniziativa EnI for Clean Cooking con il supporto di Joule, punta a industrializzare soluzioni di cottura a basse emissioni e a superare le barriere di genere, offrendo nuove opportunità professionali.


Basilicata Open LAB e l'Italia che innova

In Basilicata, il programma Open LAB, nato nel 2023 con il supporto di Shell Italia E&P e in collaborazione con PoliHub e Consorzio ELIS, si concentra su agritech, mobilità sostenibile, bioenergie e sviluppo locale. L'edizione 2024 ha registrato 120 startup candidate, 50 aziende lucane coinvolte e 9 proof of concepts; 24 talenti formati e premi di co-innovazione hanno consolidato il modello come motore di crescita reale per il territorio.


ORa! Ravenna: transizione energetica come piattaforma di matching

Ad Ravenna, ORa! – Outpost Ravenna for Energy Transition – è diventata un punto di riferimento per tecnologie Blue e Green Economy. In tre anni ha analizzato oltre 720 startup e coinvolto 32 aziende locali in percorsi di innovazione aperta, con un approccio di matching strategico e di challenge industriali per trasformare le sfide tecnologiche in opportunità di crescita e partnership concrete.


A Taranto e Porto Torres: sportelli e bio-based

A Taranto, Joule promuove uno sportello dedicato a startup e innovatori, all’interno dello spazio Al Salto di Quota, offrendo strumenti, orientamento e connessioni per l’impresa innovativa. A Porto Torres, entro il 2025, si è sviluppato BIOS — Bio-Based Innovation Outpost in Sardinia —, hub verticale dedicato a biomateriali, chimica verde, agritech e waste management, con l’obiettivo di collegare startup, PMI e università in un ecosistema industriale concreto.


Intrapreneurship e decarbonizzazione come modello

La trasformazione parte dall’interno: Joule promuove l'intrapreneurship per stimolare l’imprenditorialità tra le persone Eni tramite programmi dedicati e Joint Development Agreement (JDA) che favoriscono la co-sviluppo tra startup e ricerca. L’obiettivo è integrare l’innovazione nei processi industriali, combinando l’agilità delle startup con la solidità tecnologica dell’impresa.


Decarbonizzazione come sistema

Il mix di progetti africani e italiani mostra una visione oltre i singoli progetti: è un ecosistema che abilita competenze, aggancia filiere e valida tecnologie in contesti reali. I presidi di Taranto e Ravenna e BIOS a Porto Torres sono esempi concreti di come Joule operi come infrastruttura di transizione, spostando l’enfasi dalla narrazione all’esecuzione imprenditoriale.

Questo tema è oggetto di analisi critica: da una parte, la sinergia tra grande impresa, istituzioni pubbliche e realtà locali può accelerare portando capitale, formazione e reti; dall’altra, esistono rischi di dipendenza da fondi corporate o di replicabilità. È necessario garantire trasparenza, misurazione degli impatti e adattabilità a contesti diversi. Inoltre, la creazione di co-sviluppo deve promuovere inclusione e giustizia economica, evitando che i benefici rimangano nelle grandi città o nelle regioni già avanzate. Una valutazione equilibrata richiede indicatori chiari, accountability e feedback continuo con le comunità coinvolte.

In sintesi, il modello Joule offre una cassetta degli attrezzi pratici per chi opera nel mondo delle startup e della decarbonizzazione: dalle partnership pubblico-private alle pipeline di innovazione aperta, passando per la formazione di talenti e lo sviluppo di ecosistemi locali. Per un founder o un innovatore, le lezioni principali riguardano non solo la promozione di progetti, ma la costruzione di reti, la co-sviluppo con aziende esistenti e l’adozione di pratiche di responsabilità ambientale ed economica.

Riflettere su come adattare questo modello al proprio contesto permette di saggiare nuove strade: creare acceleratori di impatto locale, strutturare strumenti di co-sviluppo con grandi aziende, investire in capitale umano qualificato e promuovere l'uso di nuove tecnologie per l'industrializzazione sostenibile. In definitiva, si tratta di trasformare progetti in filiere, idee in aziende, e territori in laboratori di innovazione aperta.

Conclusione: se vuoi trasformare la tua startup in un attore di transizione energetica, analizzi i modelli di Joule, studia come hanno costruito ecosistemi, partnership e percorsi di formazione, e valuta quali elementi possono essere replicati o adattati nel tuo contesto. L’innovazione non è solo tecnologia: è una strategia di sviluppo che unisce persone, risorse e obiettivi comuni.


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