Riciclo delle batterie in Europa: tozero apre un impianto industriale dimostrativo
- Marc Griffith

- 27 mar
- Tempo di lettura: 5 min

Sintesi tozero ha inaugurato in Baviera un impianto demo industriale per il riciclo delle batterie che produce litio, grafite e miscele nichel-cobalto recuperati con un processo acido-free, offrendo una via per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni e chiudere il cerchio della filiera. Key takeaways
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riciclo delle batterie in Europa è ora una realtà dimostrabile: tozero, startup di Monaco fondata da donne, ha avviato il suo primo impianto dimostrativo industriale in Baviera per trasformare batterie a fine vita in materie prime riutilizzabili.
Riciclo delle batterie in Europa: impianto e capacità operative
L'impianto si trova al Chemical Park Gendorf in Baviera ed è stato costruito in soli sei mesi, una tempistica che conferma la rapidità dell'esecuzione industriale.
L'impianto può processare oltre 1.500 tonnellate di rifiuti di batterie all'anno e produrre circa 100 tonnellate di carbonato di litio ad alta purezza ogni anno.
La capacità di produrre 100 tonnellate di carbonato di litio annuo corrisponde a evitare che i materiali contenuti in batterie equivalenti a circa 10.000 veicoli elettrici finiscano in discarica.
Come funziona il processo e cosa recupera
tozero utilizza un processo di idrometallurgia senza acidi proprietario che, secondo l'azienda, permette di eseguire il trattamento in un singolo ciclo e ottenere materiali con purezza sufficiente per tornare direttamente alla produzione di celle e catodi.
Il processo acido-free di tozero consente il recupero industriale di litio, grafite e miscele nichel-cobalto con qualità idonea alla catena di fornitura delle batterie.
Un ciclo unico e senza acidi riduce i flussi di rifiuto chimico e semplifica la riconversione dei materiali nel processo produttivo delle batterie.
Numeri concreti e obiettivi industriali
La demo servirà come modello per una futura operazione commerciale completa prevista per il 2030: tozero punta a processare 45.000 tonnellate di batterie e a produrre 8.000 tonnellate di carbonato di litio e circa 10.000 tonnellate di grafite all'anno.
Il piano di scala prevede di passare dall'impianto demo a una capacità commerciale in grado di colmare parte della domanda europea di materie prime per batterie.
Perché conta per le startup e la filiera
La questione della sovranità delle materie prime è centrale per l'industria delle batterie: Europa è fortemente dipendente dalle importazioni (si stima che il 99% del litio dell'UE provenga dall'estero e che la produzione globale di grafite sia largamente concentrata in Cina).
Ripristinare materiali da batterie a fine vita è una leva strategica per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per costruire una filiera circolare europea.
Validazioni, partnership e risultati ottenuti
tozero afferma di aver già qualificato litio e grafite riciclati per l'uso in batterie industriali e, nel 2024, è stata la prima in Europa a fornire litio riciclato a clienti commerciali; collabora inoltre con OEM come BMW e MAN.
Nei progetti pilota la startup ha raggiunto una resa di recupero del litio superiore all'80%, superando gli obiettivi europei fissati per il 2031.
Nel febbraio 2025 tozero ha dichiarato di aver qualificato grafite 100% riciclata per la produzione di celle su scala industriale, un traguardo significativo per l'anodo delle batterie.
Contesto di mercato e normative
La domanda globale di litio è prevista in forte crescita (alcune stime indicano un raddoppio o quadruplicarsi entro il 2030) e la domanda di grafite nell'UE potrebbe aumentare fino a 25 volte entro il 2040: numeri che rendono il riciclo strategico.
L'Unione Europea ha inserito il riciclo tra le leve della politica industriale: il Critical Raw Materials Act punta a far arrivare il 25% dell'offerta da fonti riciclate.
Analisi critica: rischi, opportunità e punti di attenzione
Il caso tozero dimostra una combinazione di opportunità reali e sfide concrete: da un lato, l'accesso a scorte domestiche di materiali e la riduzione dell'impatto logistico delle importazioni; dall'altro, la necessità di garantire volumi costanti di feedstock, standard di qualità, certificazioni e competitività economica rispetto ai minerali vergini.
La disponibilità di batterie a fine vita e la qualità del materiale raccolto saranno fattori determinanti per la sostenibilità economica degli impianti di riciclo su larga scala.
Pro spiccano: riduzione della dipendenza strategica, minore impronta ambientale rispetto all'estrazione primaria, e il potenziale per costi più bassi in una filiera chiusa. Contro spiccano: la raccolta e la logistica dei rifiuti di batterie, le variazioni nella chimica delle celle che richiedono processi adattivi, e la necessità di standard di qualità accettati da produttori di celle e OEM.
Un punto critico è la certificazione e la fiducia dei produttori di celle: senza prove ripetibili di qualità e continuità, la materia riciclata faticherà a raggiungere quote significative di mercato.
Per chi guida una startup green o lavora nella catena del valore delle batterie, le implicazioni pratiche sono chiare: serve integrare attività di supply (raccolta e valutazione dei rifiuti), investire in qualificazione dei materiali e costruire partenariati con produttori di celle e OEM per creare domanda riconoscibile per le materie riciclate.
Prossimi passi e raccomandazioni operative
Per scalare, progetti come quello di tozero dovranno consolidare contratti di fornitura di batteria a fine vita, ottenere certificazioni riconosciute e dimostrare costi competitivi rispetto al materiale vergine.
Le startup devono prioritizzare la tracciabilità del materiale, la standardizzazione delle specifiche e partnership con produttori e distributori per accelerare la domanda di materiali riciclati.
Impatto atteso e roadmap
tozero indica che l'impianto demo fungerà da blueprint per un impianto commerciale nel 2030 con capacità molto più ampia: è una roadmap che se replicata può contribuire al target europeo di riciclo e a creare un mercato domestico di materie prime critiche.
La replicabilità del modello e la velocità di diffusione saranno le variabili chiave per trasformare progetti dimostrativi in un vero approvvigionamento circolare europeo.
Un'occasione per innovatori e investitori
La transizione verso una filiera circolare delle batterie apre spazi per tecnologie complementari (raccolta intelligente, sorting, logistica, certificazione digitale, materiali per il riuso) e per modelli di business integrati lungo tutta la catena.
Investitori e founder devono valutare non solo la tecnologia di trattamento ma anche il network logistico e le partnership industriali che garantiscono volumi e adozione commerciale.
Verso una filiera europea più autonoma
In definitiva, il progetto di tozero è un esempio concreto di come il riciclo possa passare dal laboratorio all'industria, offrendo opportunità per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per reintrodurre materiali critici nel ciclo produttivo europeo.
Se il modello si dimostrerà replicabile, il riciclo delle batterie in Europa potrà diventare una fonte stabile di materie prime e una leva strategica per l'industria delle batterie.
Per accelerare la transizione serve una combinazione di innovazione tecnologica, politiche che sostengano la domanda e investimenti in infrastrutture di raccolta e qualificazione del materiale.
Fonte originale e approfondimenti su tozero e l'impianto demo: link in fondo all'articolo.




