Magazine Sostenibilità e green tech

Software di contabilizzazione del carbonio: fiducia, numeri e sport

Software di contabilizzazione del carbonio: fiducia, numeri e sport

Il mondo dello sport e quello della sostenibilità si avvicinano in modi inaspettati. La notizia principale è che Kylian Mbappé lascia Nike per entrare in qualità di azionista e volto di On. Nello stesso tempo il mercato del software di contabilizzazione del carbonio esplode perché regolatori chiedono numeri verificabili. L’articolo prende queste due storie e le usa come lente su un tema più ampio. Il tema è come si costruisce fiducia quando una cifra decide valore, reputazione e partecipazione finanziaria.

Un nuovo modello di impegno che mette in gioco i numeri

On ha offerto a Mbappé un mix di denaro e equity, un modello che trasforma un accordo di sponsorizzazione in una partecipazione economica diretta. Thierry Henry entra come Director of Football con responsabilità operative e la strategia non si limita alla comunicazione: l’equity allinea l’incentivo dell’atleta con la performance dell’azienda. Questo approccio cambia il rischio reputazionale dell’atleta, che ora guadagna se il prodotto vende e perde se il prodotto fallisce.

Allo stesso modo, gli acquirenti di software di contabilizzazione del carbonio chiedono trasparenza e “mostrare il calcolo” supplier per supplier. La regolazione europea e californiana ha spostato la contabilizzazione delle emissioni verso numeri che devono reggere a un audit. Un dato certificato vale più di una bella presentazione di sostenibilità. Qui la lezione è la stessa: capitale e fiducia si costruiscono dimostrando come si arriva a una cifra, non solo mostrando il risultato.

L’equity trasforma un ambasciatore in stakeholder diretto. La rendicontazione dettagliata trasforma un comunicato in controllo finanziario.

Tecnologia e produzione: innovazione che deve conquistare fiducia

On porta con sé una tecnologia produttiva chiamata LightSpray, che applica materiale direttamente sulla forma della scarpa e riduce passaggi tradizionali di taglio e cucitura. Per On questa è una leva per differenziarsi rispetto a Nike e Adidas in un mercato delle scarpe sportive dove i leader storici pesano il 27-30% di quota. L’innovazione produttiva può accelerare l’ingresso in mercati chiusi. Ma la produzione robotizzata non si traduce automaticamente in fiducia dei calciatori, che valutano performance e rischio di infortunio partita dopo partita.

Lo stesso problema appare nel software di contabilizzazione del carbonio: un vendor può vantare un cruscotto bello e metriche elaborate. Ma senza dati fornitore per fornitore e garanzie terze il dato resta debole. Uno studio della Boston Consulting Group ha stimato un tasso medio d’errore del 30 al 40 percento. Quasi una azienda su tre fornisce numeri potenzialmente sbagliati su larga scala. Un sistema che non mostra lo “show your working” non ottiene fiducia reale. Per entrambe le industrie, il salto non è tecnologico soltanto: è culturale e di controllo qualità.

Mercati grandi, margini di errore grandi

Secondo junto, il mercato del software di contabilizzazione del carbonio è oggi stimato in 27-28 miliardi di dollari e le previsioni di crescita sono divergenti, fino a cifre molto più alte in dieci anni. Questa dimensione nasce da obblighi normativi come la Corporate Sustainability Reporting Directive europea e le leggi californiane che chiedono disclosure di Scope 1, 2 e 3. Un mercato creato dalla regolazione è un mercato con clienti obbligati. Quando la domanda è imposta, il prezzo non è l’unico fattore: conta la qualità del dato che si compra.

Secondo junto, nel frattempo il mercato delle scarpe da calcio valeva circa 25,5 miliardi di dollari nel 2025. Le previsioni portano la cifra molto più in avanti entro il 2034. On detiene oggi circa il 2 percento del mercato globale delle calzature. Questo dato mostra quanto sia difficile scalare in una categoria dominata da pochi attori. Entrare in una categoria concentrata richiede credenziali tecniche e sociali insieme. Il parallelismo è netto. Chi compra software obbligato dalla legge non può più accontentarsi di un numero generico, proprio come un professionista non accetta una scarpa non testata.

Dilemmi, opportunità e la prossima mossa per chi innova

Ci sono due rischi speculari. Il primo è la sopravvalutazione dei numeri: il metodo di contabilizzazione del Protocollo GHG permette stime medie per i fornitori, e questo produce sovra- e sottostime sistematiche. Una ricerca della Technical University of Munich ha trovato una sottostima aggregata pari a 391 megatonnellate di CO2 equivalente, cioè le emissioni annuali di una grande nazione mancate nei conti. Il secondo rischio è il silenzio: molte aziende praticano il “greenhushing” e nascondono progressi reali per paura di accuse di greenwashing. Nascondere i progressi riduce la pressione competitiva e rallenta il mercato.

Per un founder o un investitore la lezione è pratica. Le aziende mettono talenti come Mbappé e Henry in ruoli con equity e responsabilità operative. Questa strategia migliora la credibilità di ingresso sul mercato. Le aziende devono esigere visibilità dei dati supplier per supplier nei prodotti software per la sostenibilità. L’assurance indipendente è l’equivalente operativo di avere un calciatore nello sviluppo del prodotto. La vera difesa contro lo scetticismo è mostrare lavoro, non solo risultati. Serve investimento in tracciabilità, terze parti che attestino i numeri e comunicazione che esponga limiti e miglioramenti.

Lo scenario che resta aperto è chi tradurrà queste prove in fiducia di lungo periodo. Un marchio che dimostra performance reali sul campo o un vendor che dimostra la catena di calcolo saranno quelli che trasformeranno curiosità in fedeltà. Il prossimo passo è pratico e visibile: una scarpa testata in campionato o un bilancio di emissioni auditato, non le promesse. Solo così gli investimenti, i contratti e l’equity potranno reggere alle esigenze di mercato e regolatorie contemporanee.

Fonti: