Stablecoin denominata in euro: opportunità, rischi e la nascita di Qivalis
- Marc Griffith

- 3 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Stablecoin denominata in euro: una rivoluzione controllata
Non una delle tante criptovalute imprevedibili, ma una stablecoin denominata in euro, conforme al regolamento MiCAR ed emessa dalle banche. È la scommessa di dieci istituti di credito europei – tra cui Banca Sella e UniCredit, insieme a ING, KBC, Danske Bank, DekaBank, SEB, CaixaBank, Raiffeisen Bank International e BNP Paribas (che si è aggiunta il 1° dicembre) – che hanno costituito una joint venture nei Paesi Bassi. Dopo aver ottenuto le autorizzazioni necessarie, la prima emissione è prevista per la seconda metà del 2026. Il nuovo strumento di pagamento si baserà su blockchain e prenderà il nome di Qivalis.
Cos’è una stablecoin e cosa la distingue dalle criptovalute tradizionali
Una stablecoin è una criptovaluta emessa da un soggetto privato che mantiene la sua parità ancorata a una valuta di corso legale (spesso euro o dollaro) grazie a riserve di asset liquide e sicuri. Diversamente da bitcoin o ethereum, il suo valore tende a restare stabile, riducendo la volatilità tipica del mercato crypto e potenzialmente aprendo a casi d’uso più concreti e meno speculativi.
Anche l’Europa si ritaglia uno spazio nel mercato delle stablecoin
La nascita di una stablecoin ancorata all’euro è già una notizia significativa. Banca d’Italia segnala che il mercato globale delle stablecoin sfiora i 300 miliardi di dollari, pari a circa il 7,5% della capitalizzazione totale delle criptovalute, con una crescita annua molto alta. Ma il 98% di tali asset è ancorato al dollaro; quelle che seguono l’euro restano una quota esigua. Andrea Tessera, Chief Innovation Officer di Banca Sella, definisce la loro iniziativa come uno sforzo per creare uno standard europeo conforme al MiCAR, che impone tra le altre cose la possibilità di rimborso delle stablecoin per avere riserve liquide a tutela degli utenti.
Cosa si può fare con una stablecoin denominata in euro
Tra gli usi previsti: pagamenti programmabili che si attivano al verificarsi di condizioni automatiche, contratti smart che distribuiscono automaticamente i fondi tra fornitori e gestiscono flussi di cassa in tempo reale, e pagamenti cross-border istantanei a costi molto contenuti. Scritti su blockchain, sono tracciabili e potenzialmente trasparenti, favorendo una maggiore efficienza e riducendo gli errori manuali.
Stablecoin ancorata all’euro o euro digitale? Qual è la differenza
La domanda fondamentale è se si tratti di uno strumento di pagamento o di un veicolo di investimento. La stablecoin, emessa da soggetti privati, si differenzia dall’euro digitale (CBDC) emesso dalla Banca centrale europea. Tessera sottolinea che le due soluzioni sono diverse ma complementari; la stablecoin supporterà pagamenti tramite blockchain, mentre l’euro digitale privilegerà transazioni quotidiane tradizionali.
Perché proprio le banche creano una criptovaluta
Negli Stati Uniti domina un ecosistema di stablecoin non emesse dalle banche; in Europa la spinta è guidata dall’esigenza di regolare un mercato in rapida espansione. Le banche possono fornire maggiore garanzia normativa e fiducia agli utenti, evitando che il mercato sfugga ai regolamenti. Tessera chiude con la possibilità che, in futuro, possa nascere anche una “Tether europea”, ma riconosce che le banche offrono una base di credibilità e stabilità non facile da eguagliare.
La nascita (e la squadra) di Qivalis
Qivalis sarà la joint venture incaricata di lanciare la stabilcoin europea. Il CEO è Jan-Oliver Sell, proveniente da Coinbase Germany, dove ha ottenuto una licenza di custodia cripto, e ha avuto ruoli anche in Binance e nel settore immobiliare con iFunded. Accanto a lui come Chief Financial Officer c’è Floris Lugt, ex-dirigente di Ing. La squadra promette un percorso di sviluppo orientato a una robusta governance e a una gestione prudente delle riserve.
Prospettive e limiti: come valutare l’impatto reale
Questa iniziativa potrebbe trasformare il modo in cui aziende, istituzioni finanziarie e consumatori interagiscono con i pagamenti transfrontalieri, offrendo una nuova forma di scambio digitale ancorata a una valuta stabile. Tuttavia, restano domande importanti: quali livelli di capitale liquido saranno richiesti per le riserve? quali protocolli di governance garantiranno la protezione degli utenti? come evolverà la regolamentazione MiCAR e quali impatti avrà sulle banche tradizionali? e quale ruolo giocherà la BCE nello sviluppo di standard europei comuni? Questi temi richiedono analisi continue, iterate collaborazioni tra banche, regolatori e innovatori, e una valutazione costante dei rischi operativi e di mercato.
Riflessioni finali: un passo verso un ecosistema europeo coerente
La nascita di Qivalis segna un capitolo importante per l’innovazione finanziaria in Europa. Se gestita con trasparenza, controlli adeguati e collaborazione tra pubblico e privato, una stablecoin denominata in euro potrebbe accelerare l’uso di soluzioni di pagamento avanzate, ridurre i costi delle transazioni e facilitare modelli di business basati su pagamenti programmabili. Per startup e aziende fintech, la vicenda rappresenta un caso di studio su come regolamenti chiari e partnership tra banche tradizionali possano coadiuvare l’adozione di nuove tecnologie senza esporre i consumatori a rischi eccessivi.
Nell’orizzonte 2026-2027 si avrà una chiara prova di come l’ecosistema europeo possa strutturare e standardizzare gli strumenti di pagamento basati su stablecoin, offrendo al contempo tutele adeguate ai consumatori e nuove opportunità di crescita per le aziende tecnologiche e finanziarie.
Link utili e fonti autorevoli: Wired Italia – articolo originale, Banca d’Italia


