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L'Asia ricostruisce le fondamenta digitali: reti, AI e capitali
L’Asia ricostruisce le proprie fondamenta digitali partendo da tre esempi arrivati insieme nell’ottobre 2026: aule scolastiche, aule universitarie e mercati dei capitali. Il primo fatto è giapponese. La città di Okinawa ha completato la migrazione della rete scolastica alla tecnologia Wi-Fi 7. Il progetto copre 24 scuole elementari e medie inferiori e circa 10.000 studenti. Alcatel-Lucent ha realizzato il lavoro con i partner Rikei e Prostaff per il Consiglio scolastico della città.
Sono circa 100 gli studenti MBA ed Executive MBA coinvolti tra Singapore e Giacarta.
Una prova pilota ha verificato prima le prestazioni wireless, in un ambiente esposto a interferenze radio da strutture vicine. Nessun software didattico funziona senza una rete affidabile: lo ricorda Yuko Shima, vicedirettrice del Centro di supporto educativo locale. Secondo Shima, l’infrastruttura doveva servire le classi di oggi e lasciare spazio all’evoluzione futura.
Prima le fondamenta digitali, poi le applicazioni
Il caso di Okinawa non è un episodio isolato. Risponde a una scadenza precisa: il sistema scolastico giapponese prevede un’adozione più ampia dei materiali didattici digitali entro il 2030. La nuova rete opera sulle bande a 6GHz e 5GHz. Migliora la reattività delle applicazioni in classe. Permette inoltre di gestire da un unico punto l’intera infrastruttura, cablata e wireless, di tutte le scuole.
Il consiglio scolastico aveva chiesto esattamente questo: prestazioni elevate, compatibilità con gli strumenti già in aula e gestione centralizzata su più sedi. Una logica simile, digitalizzare il mondo fisico partendo dai dati, guida l’industria. Secondo europeanbusinessmagazine.com, Azbil, azienda giapponese di automazione fondata nel 1906, conta circa 9.000 dipendenti e ricavi per 298,9 miliardi di yen.
Azbil presenterà le proprie soluzioni a Industrial Transformation ASIA-PACIFIC 2026, la fiera manifatturiera regionale ispirata al modello di HANNOVER MESSE. L’evento si terrà il 21 e 22 ottobre al Suntec Singapore Convention & Exhibition Centre. È organizzato da Deutsche Messe con la Federazione manifatturiera di Singapore. Il tema, “Transform Tomorrow Today”, punta ad accelerare il passaggio dalle sperimentazioni al deploiement commerciale delle tecnologie digitali. Senza una base tecnologica solida, la trasformazione resta sulla carta.
L’intelligenza artificiale che allena il giudizio
Se le reti sono le fondamenta, l’intelligenza artificiale sta cambiando ciò che si costruisce sopra. Dal gennaio 2026 la NUS Business School di Singapore, costantemente prima in Asia nelle classifiche indipendenti, sperimenta un approccio inedito ai casi aziendali. La scuola non consegna più tutte le informazioni raccolte. Immerge gli studenti in un problema simulato, dove devono decidere cosa sapere, a chi chiedere e come concludere senza il quadro completo.
Sono circa 100 gli studenti MBA ed Executive MBA coinvolti tra Singapore e Giacarta. Ognuno intervista dirigenti simulati: un amministratore delegato, un direttore finanziario, un responsabile prodotto e tecnologia. La piattaforma si chiama ScholAIstic. È stata sviluppata dal centro di tecnologie educative dell’università per supportare l’apprendimento basato su simulazioni e giochi di ruolo.
Dopo ogni intervista la piattaforma fornisce un feedback personalizzato sul modo di porre le domande. L’analisi delle trascrizioni mostra che gli intervisti più efficaci non fanno più domande, ma domande mirate, con approfondimenti man mano che emergono informazioni nuove. Emir Hrnjić, docente senior di finanza coinvolto nel progetto, è chiaro: l’obiettivo non è sostituire l’istinto umano, ma affinarlo.
La stessa preoccupazione per un uso maturo dell’AI è emersa a Hong Kong durante la Green Week. Al forum ESG XCHANGE 2026 del World Green Organisation, l’intelligenza artificiale è stata presentata come leva per le decisioni ESG e per l’efficienza operativa. L’evento è sostenuto da AWS Hong Kong e dalla compagnia assicurativa BOC Group Life. Più relatori hanno ribadito una condizione: adozione responsabile, riqualificazione della forza lavoro e inclusione sociale. Il progresso tecnologico deve creare opportunità diffuse, non concentrate. Per chi costruisce un’impresa, il messaggio è duplice: l’AI serve chi sa interrogarla, non chi la supplica.
I capitali seguono l’affidabilità delle regole
C’è un terzo pilastro, più silenzioso: la fiducia dei capitali. Hong Kong è tornata prima nella classifica delle economie più libere del mondo redatta dal Fraser Institute, un centro di ricerca canadese. La città primeggia nella libertà di commercio internazionale e si piazza seconda nella regolamentazione.
Il governo attribuisce il risultato al porto franco, alla politica zero-dazi e al sistema fiscale semplice e basso. Conta anche il framework “un Paese, due sistemi”: Hong Kong pratica il common law in cinese e in inglese e mantiene legami stretti sia con la Cina continentale sia con i mercati internazionali. I numeri dell’attrattività confermano la direzione. Le società con casa madre all’estero o nel continente hanno superato quota 11.000 l’anno scorso, un record in crescita dell’11 per cento. Secondo europeanbusinessmagazine.com, l’ufficio governativo creato nel 2022 ha già attratto oltre 120 imprese strategiche, alcune con capitalizzazione superiore a 100 miliardi di dollari.
I capitali e le persone vanno dove le regole sono prevedibili, una lezione utile anche per l’Italia, dove la frammentazione normativa è spesso citata come freno. Il legame con gli altri pilastri è diretto. Le reti di Okinawa, le fabbriche digitali di Singapore e i fondi sostenibili di Hong Kong competono sugli stessi mercati. Un contesto stabile moltiplica l’effetto di ciascuno.
Un entusiasmo da tenere con il freno a mano
Resta da guardare ai limiti. Secondo europeanbusinessmagazine.com, uno studio del 2020 di Kearney ed EDBI, la società di investimento legata al governo di Singapore, proiettava per l’Indonesia un contributo dell’AI al PIL di 366 miliardi di dollari entro il 2030, pari al 12 per cento del PIL previsto. La cifra descrive una potenzialità, non una certezza.
Anche i documenti strategici garantiscono la continuità degli obiettivi, ma non il loro raggiungimento. Un esempio è il primo piano quinquennale di Hong Kong per il 2026-2030, annunciato dal capo dell’esecutivo John Lee. Tra l’annuncio e il risultato passa l’esecuzione, ed è lì che molte trasformazioni falliscono.
Per founder e investitori il quadro suggerisce tre priorità concrete. La prima è costruire l’infrastruttura prima di lanciare le applicazioni, come ha fatto Okinawa. La seconda è usare l’AI per allenare le decisioni, come a Singapore, e non per evitarle. La terza è trattare la fiducia di capitali e talenti come un asset da proteggere ogni giorno. I pilastri sono già stati posati in Asia. Ora si scoprirà chi saprà costruire sopra.
Fonti:
- Okinawa City schools strengthen digital learning with… | europeanbusinessmagazine.com
- Asia’s No. 1 business school uses AI to sharpen judgement in leaders | europeanbusinessmagazine.com
- World Green Organisation ESG XCHANGE 2026 - Advancing Sustainable… | europeanbusinessmagazine.com
- Azbil to Present Automation Solutions as a Platinum Partner at… | europeanbusinessmagazine.com
- Hong Kong retains leading position as the world’s freest economy | europeanbusinessmagazine.com