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A Milano una gigafactory delle startup a Milano? Il progetto delle Università Politecnico e Bocconi

A Milano una gigafactory delle startup a Milano? Il progetto delle Università Politecnico e Bocconi


La Milano capitale italiana delle startup sta per consolidare una nuova tappa nel suo percorso di sviluppo: una gigafactory delle startup a Milano potrebbe nascere dall'unione tra Politecnico di Milano e Università Bocconi, guidata dalla Tech Europe Foundation (TEF). L'iniziativa propone un'integrazione tra Polihub e Bocconi For Innovation (B4i), con l'obiettivo di mettere a sistema competenze tecnico-scientifiche e managerialità per accelerare la nascita di nuove imprese.


La visione di sistema tra atenei e imprenditoria

Guardando ai numeri, tra il 2020 e il 2024 i laureati di Politecnico di Milano e Bocconi hanno fondato quasi la metà delle startup italiane, raccogliendo miliardi di euro di capitale. Secondo i dati citati, la loro attività ha assorbito circa il 92% dei capitali totali del settore e ha guidato una raccolta che ha già superato i 120 milioni di euro per le attività di finanziamento alle startup. TEF mira a potenziare questa raccolta fondi sfruttando l'esperienza maturata in migliaia di progetti. La sede operativa sarebbe nel polo Bovisa del Politecnico, in un'area di 30 mila metri quadri nata dalla riqualificazione dei gasometri. L'obiettivo dichiarato è generare mille realtà innovative all'anno, trasformando Milano in un hub tecnologico di rilievo internazionale e attrarre talenti stranieri pronti a studiare e fare impresa in Italia.


Dal linguaggio delle cifre a una realtà concreta

La partnership intende mettere a sistema competenze accademiche e capacità di venture building, con TEF che svolge un ruolo di facilitatore di fondi e connessioni tra ricerca, capitale e impresa. L'iniziativa non si limita a una promessa: la combinazione di competenze tecniche e managerialità potrebbe accelerare la nascita di nuove imprese, offrendo percorsi di accompagnamento, finanziamenti mirati e supporto logistico. L'idea è di creare un antiparco di innovazione dove le start-up passano rapidamente dall'idea al prototipo, fino alla crescita sostenibile.


Impatto sull'ecosistema milanese

Questo modello potrebbe avere un effetto moltiplicatore sull'intero ecosistema, offrendo una massa critica in grado di attrarre investimenti, talenti e progetti internazionali. Un hub di questa portata potrebbe favorire la formazione di talenti internazionali e facilitare la localizzazione di aziende hi-tech in Italia, contribuendo alla competitività del sistema paese. Tuttavia, non mancano dubbi e sfide: l'integrazione tra università, aziende e investitori richiede una governance chiara, KPI misurabili e meccanismi di accountability, oltre a una gestione sostenibile del capitale umano e delle infrastrutture.


Un dibattito possibile: pro e contro

Da un lato, gli argomenti a favore sono numerosi: la creazione di un ecosistema coeso tra università e imprese può ridurre i tempi di commercializzazione, aumentare la qualità dei progetti e favorire la formazione di una nuova generazione di imprenditori in sede europea. Dall'altro, esistono criticità reali: la dipendenza da fondi pubblici e fondi di venture capital potrebbe generare squilibri, la gestione di grandi infrastrutture richiede costi sostenuti e una pipeline di progetti costante per mantenerne l'efficacia. Inoltre, la presenza di un simile hub non è garantita automaticamente: serve una governance trasparente, legami con l'ecosistema internazionale e un piano chiaro di misurazione dell'impatto. In parallelo, è essenziale evitare la promozione di iniziative parallele che duplicano sforzi o sprecano risorse. In sintesi, il successo dipenderà dalla capacità delle università di allineare ricerca, formazione e imprenditorialità a una strategia di lungo periodo, facilitando l'accesso a finanziamenti e mercati, ma anche dall'abilità di riformare pratiche e standard interni per garantire efficienza e responsabilità.


Conclusione: costruire, non promuovere

La nascita di una gigafactory delle startup a Milano rappresenta un modello potenzialmente trasformativo per l'intera scena tecnologica italiana. Con la giusta governance, dati concreti e un percorso di sviluppo chiaro, Milano potrebbe consolidarsi come hub europeo per la nascita di nuove imprese. Per founder e innovatori, l'iniziativa offre segnali di opportunità legate a finanziamenti mirati, accesso a infrastrutture e network internazionali. Rimane fondamentale monitorare l'attuazione, valutare i KPI e mantenere una linea critica: le promesse si trasformano in risultati solo se accompagnate da una gestione efficace delle risorse, dalla qualità dei progetti e da una governance trasparente.


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