Incubatori acceleratori in Italia innovazione: meno strutture, ma più specializzazione
- Marc Griffith

- 2 giorni fa
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Il Report SIM offre una fotografia chiara dell'ecosistema italiano degli incubatori e acceleratori. Si rileva una fase di maturità: numeri solidi ma anche una contrazione strutturale che indica un processo di ridefinizione strategica piuttosto che una crisi. Questo articolo sintetizza i principali dati e le tendenze emergenti per chi lavora nell'innovazione e nelle startup.
Incubatori acceleratori in Italia innovazione: numeri chiave e dinamiche
Secondo il report, in Italia operano attualmente 203 incubatori e acceleratori, che impiegano complessivamente circa 2.300 dipendenti. Le strutture supportano oltre 5.000 startup incubate o accelerate, un dato stabile rispetto all'anno precedente, mentre il fatturato complessivo delle startup supportate ha superato i 600 milioni di euro. In media, ogni incubatore contribuisce a una raccolta pari a 1,7 milioni di euro per le startup seguite, confermando il ruolo centrale di queste organizzazioni nella catena del valore dell'innovazione nazionale.
In Italia operano attualmente 203 incubatori e acceleratori che impiegano complessivamente circa 2.300 dipendenti
Incubatori acceleratori in Italia innovazione: contrazione e evoluzione
Uno degli elementi chiave emersi dallo studio è la riduzione di oltre il 10% del numero di incubatori rispetto all'anno precedente. È una dinamica che descrive una fusione di aziende, pivot verso modelli emergenti come i Venture Studio, e la conclusione di progetti temporanei non più sostenibili in un contesto competitivo sempre più selettivo. L'idea è che la contrazione rappresenti un processo di specializzazione e consolidamento, piuttosto che una debolezza dell'ecosistema.
Secondo Paolo Landoni, direttore della ricerca, questi cambiamenti aprono nuove strade per una crescita che punta su efficienza, qualità del supporto e allineamento con obiettivi di sostenibilità e impatto.
Distribuzione geografica e infrastrutture
La geografia italiana mostra una forte concentrazione nel Nord-Ovest, con la Lombardia in testa con 45 strutture attive. Seguono Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Toscana, che insieme rappresentano una quota significativa dell'offerta nazionale. Infrastrutturalmente, nel 2024 gli spazi medi messi a disposizione per incubazione sono stati pari a circa 2.700 metri quadrati per struttura; circa il 60% delle incubatori dispone di almeno 400 mq, soglia minima prevista per la certificazione ufficiale.
I servizi core e le attività esterne
L'offerta di base resta centrata sull'accompagnamento manageriale, sullo sviluppo di relazioni strategiche e sull'assistenza nella ricerca di finanziamenti. Parallelamente, l'accesso a spazi fisici e la formazione imprenditoriale restano elementi chiave. Un dato significativo: oltre l'85% delle strutture svolge attività non direttamente legate all'incubazione, come la partecipazione a bandi, l'organizzazione di eventi o la consulenza per enti pubblici e imprese, segnalando una presenza attiva in settori adiacenti all'ecosistema.
Oltre l'85% delle strutture svolge attività non direttamente riconducibili all’incubazione
Esternalizzazione e supply chain sostenibile
Per la prima volta, il rapporto analizza anche i servizi richiesti dagli incubatori per il loro funzionamento. Oltre il 93% delle strutture si affida a fornitori esterni, dai servizi professionali alla gestione operativa. Un elemento distintivo è che il 63% dei partner viene selezionato tenendo conto dell'impatto sociale e ambientale, segnalando una crescente attenzione alla sostenibilità lungo la filiera operativa interna.
Il 63% degli incubatori seleziona i propri partner tenendo conto dell’impatto sociale e ambientale
Startup più snelle e automatizzate
Un focus su un campione di oltre 450 startup incubate rivela un cambiamento nella struttura delle nuove imprese. Il numero medio di dipendenti per startup è sceso da 7 a 4 nel 2024, suggerendo una transizione verso modelli lean, digitalizzati e automatizzati. Nonostante la riduzione media, il numero complessivo di addetti impiegati dalle startup incubate supera le 20.300 unità, a dimostrazione di un impatto occupazionale ancora rilevante a livello sistemico.
Impatto sociale, ambientale e parità di genere
Il report dedica ampio spazio all’analisi dell’impatto sociale e ambientale. Circa la metà degli incubatori supporta startup con impatti sociali o ambientali significativi e una quota analoga monitora l’impatto attraverso framework strutturati. I settori più rappresentati includono salute e benessere, sport, tutela dell’ambiente, agricoltura e allevamento. Sull’inclusività, l’ecosistema arriva a una parità di genere che segna un traguardo importante rispetto agli anni precedenti.
I settori più rappresentati includono salute e benessere, sport, tutela dell’ambiente, agricoltura e allevamento
Policy e prospettive future
Durante la presentazione del Report SIM, è emersa la centralità delle politiche pubbliche. Esperti hanno sottolineato che la contrazione degli incubatori può rafforzare il settore se accompagnata da certificazioni e incentivi mirati. L'8% di credito d'imposta per investimenti in startup è citato tra gli strumenti utili per trasformare l'ecosistema in una leva di competitività e crescita occupazionale. In questa fase, l'attenzione è rivolta a modelli più efficienti e specializzati, capaci di coniugare impatto, innovazione e sostenibilità.
Nel complesso, l'analisi dipinge un ecosistema che sta passando da una fase di espansione quantitativa a una stagione di consolidamento qualitativo, dove l'impatto, la specializzazione e la sostenibilità guidano lo sviluppo futuro.




