Magazine Politiche e innovazione UE
Programmi europei: EIC Pathfinder e Cooperazione Decentrata
I programmi europei e nazionali rappresentano pilastri fondamentali per l’innovazione, catalizzando la ricerca di frontiera, lo sviluppo di competenze avanzate e la promozione di uno sviluppo sostenibile a livello globale. In un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e sfide complesse, l’Europa e le sue regioni intensificano gli sforzi per creare un ecosistema fertile dove idee audaci possano fiorire e trasformarsi in soluzioni concrete. Questo impegno si manifesta attraverso una serie di iniziative strategiche e opportunità di finanziamento che, pur diverse per ambito e scala, convergono verso l’obiettivo comune di costruire un futuro resiliente e all’avanguardia.
I programmi europei e nazionali rappresentano pilastri fondamentali per l’innovazione, catalizzando la ricerca di frontiera, lo sviluppo di competenze avanzate e la promozione di uno sviluppo sostenibile a livello
Queste opportunità delineano una macro-tendenza in cui l’innovazione è vista non solo come un fine a sé stante, ma come un motore essenziale per il progresso sociale, economico e ambientale. I vari interventi toccano ogni fase del ciclo di vita dell’innovazione, dall’ideazione più audace alla sua materializzazione in applicazioni concrete. Essi enfatizzano l’importanza del capitale umano, della cooperazione transnazionale e della ricerca di base. Comprendere la portata e le interconnessioni di questi programmi è fondamentale per fondatori, innovatori e investitori che desiderano contribuire attivamente a plasmare il futuro, sia a livello locale che internazionale.
EIC Pathfinder Challenges 2026: Ricerca di Frontiera per la Leadership Tecnologica Europea
Il bando EIC Pathfinder Challenges 2026, parte dei programmi europei di Horizon Europe, mette a disposizione un budget complessivo di 96 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie emergenti radicalmente nuove. Aperto fino al 28 ottobre 2026 e contenuto nell’EIC Work Programme 2026, l’obiettivo è rafforzare la leadership tecnologica europea in settori strategici. L’EIC Work Programme 2026 è il piano di lavoro annuale dell’European Innovation Council (EIC), l’iniziativa chiave di Horizon Europe per identificare, sviluppare e scalare innovazioni rivoluzionarie. Questo bando è specificamente rivolto a progetti con livelli di prontezza tecnologica (TRL) compresi tra 1 e 4, che vanno dalla ricerca scientifica di base (TRL 1) fino alla convalida della tecnologia in ambiente di laboratorio (TRL 4). L’intento è finanziare portafogli coerenti di progetti di ricerca interdisciplinare e ad alto rischio, gettando le basi per tecnologie breakthrough capaci di trasformare settori strategici.
Il bando si focalizza su tre sfide tematiche ad alto impatto. La prima è “Advanced Materials for Miniaturised Energy Harvesting Systems”, che mira a sviluppare materiali innovativi per sistemi in grado di raccogliere energia da fonti ambientali in spazi ridotti. La seconda sfida, “Biotechnology for Healthy Ageing”, si concentra sull’applicazione delle biotecnologie per migliorare la salute e la qualità della vita nella popolazione anziana. Infine, “DeepRAP: Deep Reasoning, Abstraction & Planning towards trustworthy Cognitive AI Systems” è dedicata allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale cognitiva affidabili, capaci di ragionamento profondo, astrazione e pianificazione. Possono candidarsi singoli ricercatori o consorzi multidisciplinari. Per i consorzi, è richiesto un minimo di due soggetti giuridici indipendenti provenienti da due diversi Stati membri dell’Unione Europea o Paesi associati a Horizon Europe, ovvero nazioni che hanno stretto accordi con l’UE per partecipare a parti del programma quadro di ricerca e innovazione. I consorzi con tre o più soggetti devono includere almeno tre beneficiari indipendenti, ciascuno con sede in un paese diverso, e almeno uno di questi deve essere in uno Stato membro. Università, organismi di ricerca, PMI e start-up sono tra i soggetti ammissibili.
Cooperazione Decentrata: Sviluppo Sostenibile e Partenariati in Africa Sub-Sahariana
La Regione Piemonte e la Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso il Bando Piemonte e Africa Subsahariana Anno 2026, sostengono iniziative di cooperazione decentrata della durata massima di 24 mesi. L’obiettivo è rafforzare partenariati territoriali esistenti e promuovere lo sviluppo locale sostenibile in specifici Paesi dell’Africa sub-sahariana: Benin, Capo Verde, Costa d’Avorio, Guinea Conakry e Senegal. Questa iniziativa rinnova l’impegno nel sostenere la cooperazione promossa dalle Autorità Locali piemontesi, concentrandosi su settori chiave.
I progetti devono riguardare lo sviluppo locale e l’agricoltura sostenibile, la promozione di sistemi alimentari sostenibili, l’alimentazione, la formazione professionale, l’avvio di start-up e il rafforzamento dei servizi, con una particolare attenzione al sostegno di giovani e donne. Le iniziative proposte devono contribuire a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali e a ridurre la povertà, le disuguaglianze e l’insicurezza alimentare. Un altro scopo è facilitare le relazioni tra le comunità partner, piemontesi e africane, anche attraverso la stipula o il rinnovo di accordi di collaborazione. È fondamentale anche il miglioramento della reciproca percezione dei territori, favorendo una maggiore conoscenza delle realtà che originano i flussi migratori. Tutte le iniziative devono contribuire agli obiettivi dell’Agenda 2030, il piano d’azione globale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, adottato nel 2015, che include 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). I soggetti proponenti sono esclusivamente le Autorità Locali piemontesi, come Province, Città Metropolitana di Torino, Comuni e Unioni montane, ognuna delle quali può presentare una sola proposta come capofila.
EIT Culture & Creativity: Formazione Avanzata e Nuovi Programmi per l’Audiovisivo
EIT Culture & Creativity ha lanciato un bando per finanziare programmi di formazione professionale continua, erogati online e prevalentemente in modalità asincrona. L’iniziativa mira allo sviluppo di capacità operative immediate e all’acquisizione di competenze misurabili nei settori culturali e creativi, con un focus sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale. EIT Culture & Creativity è la Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione (KIC) dell’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT) dedicata ai settori culturali e creativi, con l’obiettivo di rafforzare la loro capacità di innovazione. I programmi formativi sono progettati per garantire flessibilità ai professionisti in attività, con un approccio didattico fortemente pratico e la lingua inglese come principale veicolo dei contenuti.
L’intervento si focalizza su tre direttrici tematiche cruciali per la competitività del comparto. La prima è la proprietà intellettuale e la gestione dei diritti, con l’obiettivo di sviluppare competenze avanzate per la tutela e la monetizzazione dei contenuti in contesti digitali e di riuso, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale. La seconda direttrice riguarda l’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro audiovisivi, promuovendo l’integrazione operativa di soluzioni di automazione, produzione sintetica, tracciabilità delle fonti e verifica dell’autenticità dei contenuti, nel rispetto dei quadri normativi vigenti. Infine, la narrazione digitale e transmediale si concentra sulla progettazione di architetture narrative per ambienti interattivi, immersivi e piattaforme distribuite guidate da algoritmi. I progetti aggiudicatari devono raggiungere un obiettivo minimo di 600 partecipanti promossi per ciascun corso. Per promuovere l’inclusione, almeno il 30% dei corsisti deve provenire da regioni identificate come emergenti o moderate nel panorama dell’innovazione. Inoltre, una quota riservata di 50 posti gratuiti per corso deve essere messa a disposizione per i beneficiari di specifici programmi di supporto all’innovazione e alla creazione d’impresa. La partecipazione è aperta a soggetti giuridici stabiliti in uno dei 27 Stati membri dell’Unione Europea e nei Paesi associati a Horizon Europe, sia come singoli candidati (opzione riservata agli Istituti di Istruzione Superiore) sia come consorzi.
ERC Starting Grant 2027: Supporto all’Eccellenza Scientifica per Ricercatori Emergenti
L’European Research Council (ERC) ha aperto la call Starting Grant 2027, un’opportunità di finanziamento che offre fino a 1,5 milioni di euro per una durata massima di cinque anni. È dedicata a ricercatori all’inizio della carriera che abbiano conseguito il dottorato nei dieci anni precedenti il 1° gennaio 2027, e che abbiano già dimostrato eccellenti risultati scientifici e il potenziale per diventare leader della ricerca. Questa call, con scadenza il 1° gennaio 2027, si distingue per l’approccio “bottom-up” che caratterizza i finanziamenti ERC, permettendo di presentare proposte in qualsiasi ambito della ricerca senza priorità tematiche predefinite. I progetti devono essere ospitati da un’organizzazione di ricerca pubblica o privata con sede in uno Stato membro dell’Unione Europea o in un Paese associato a Horizon Europe.
Il Principal Investigator (PI), ovvero il ricercatore principale responsabile della direzione scientifica del progetto, presenta la candidatura per conto dell’istituzione ospitante. L’istituzione deve garantire le condizioni necessarie per svolgere la ricerca in piena autonomia e gestire il finanziamento. Oltre al contributo base di 1,5 milioni di euro, è possibile richiedere un finanziamento aggiuntivo fino a 1 milione di euro per coprire costi ammissibili specifici, come l’avvio dell’attività di ricerca, l’acquisto di grandi attrezzature, l’accesso a infrastrutture di ricerca o attività sperimentali particolarmente rilevanti, purché adeguatamente giustificati. Per i Principal Investigator provenienti da Paesi terzi non associati che si trasferiscono nell’UE o in un Paese associato, il contributo aggiuntivo può arrivare fino a 2 milioni di euro. Il finanziamento può coprire fino al 100% dei costi diretti ammissibili del progetto, oltre a un contributo pari al 25% dei costi indiretti.
MUR: Finanziamenti per la Ricerca di Base negli Enti Privati No-Profit
Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha avviato la procedura per la definizione della Tabella triennale 2026-2028, stanziando 1.112.500 euro per il 2026. Questi fondi sono destinati a sostenere le attività di ricerca di base e il funzionamento di enti privati senza scopo di lucro iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, con contributi variabili da 15.000 a 30.000 euro per ciascun beneficiario. Il MUR è l’organo del governo italiano responsabile per l’università e la ricerca, mentre l’Anagrafe nazionale delle ricerche è un registro pubblico che raccoglie informazioni sugli enti e le attività di ricerca in Italia. L’iniziativa si rivolge agli enti privati che svolgono ricerca di base e ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche e tecnologiche, senza perseguire finalità direttamente connesse allo sviluppo industriale o commerciale.
Le risorse relative alle annualità 2027 e 2028 saranno stabilite con successivi provvedimenti di bilancio. Possono partecipare anche gli enti che abbiano già avviato l’iter di iscrizione all’Anagrafe. Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma GEA. Lo sportello è aperto dal 16 luglio 2026 e resterà disponibile fino alle ore 12.00 del 3 settembre 2026. Questo finanziamento è cruciale per la sostenibilità di organizzazioni che, pur non avendo fini di lucro commerciale, contribuiscono in modo significativo al progresso della conoscenza scientifica e culturale del paese.
L’interconnessione tra questi diversi programmi, siano essi programmi europei di ricerca di frontiera o iniziative locali di cooperazione, è fondamentale per un ecosistema dell’innovazione che si nutre di sinergie. La rapida evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, ad esempio, è centrale per la sfida “DeepRAP” dell’EIC Pathfinder e integralmente parte dei programmi di formazione avanzata dell’EIT Culture & Creativity. Questa convergenza sottolinea un imperativo condiviso: lo sviluppo di sistemi di IA cognitivi affidabili richiede non solo ricerca all’avanguardia a TRL bassi, ma anche una forza lavoro qualificata e continuamente aggiornata, capace di integrare tali innovazioni nei flussi di lavoro esistenti. Similmente, il sostegno alla ricerca di base offerto dall’ERC Starting Grant e dai finanziamenti MUR per gli enti no-profit crea il terreno fertile da cui possono emergere le idee radicalmente nuove poi supportate dall’EIC Pathfinder. Senza un investimento continuo nella ricerca pura, le future “tecnologie emergenti” non avrebbero le fondamenta su cui costruire.
Tuttavia, la frammentazione degli strumenti di finanziamento e la complessità burocratica possono rappresentare una sfida significativa per innovatori e startup. Mentre l’ampia gamma di opportunità copre diverse fasi e settori, la navigazione tra bandi europei, nazionali e regionali richiede risorse e competenze specifiche. Ad esempio, un’organizzazione che sviluppa soluzioni biotecnologiche per l’invecchiamento sano (EIC Pathfinder) potrebbe aver bisogno di formare il proprio personale sulle nuove normative relative all’AI (EIT Culture & Creativity) o di collaborare con enti di ricerca di base (MUR, ERC) per esplorare nuove piste scientifiche. La capacità di orchestrare questi diversi flussi di supporto è spesso tanto cruciale quanto la qualità dell’innovazione stessa. Inoltre, mentre l’Europa si concentra sulla propria leadership tecnologica, iniziative come il Bando Piemonte e Africa subsahariana evidenziano la necessità di estendere i benefici dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile oltre i confini europei, affrontando sfide globali come la povertà e l’insicurezza alimentare, che a loro volta possono influenzare la stabilità e l’ambiente economico anche in Europa.
In sintesi, l’analisi congiunta dei dati provenienti da questi cinque programmi rivela un approccio multidimensionale e integrato all’innovazione e allo sviluppo. Dal sostegno alla ricerca scientifica pura (ERC Starting Grant, MUR) che getta le basi per scoperte future, all’investimento in tecnologie emergenti e ad alto rischio (EIC Pathfinder Challenges), fino alla formazione avanzata di competenze critiche (EIT Culture & Creativity), l’ecosistema europeo e nazionale si sta mobilitando su più fronti. L’attenzione non è solo sulla tecnologia, ma anche sul capitale umano e sulla cooperazione internazionale, come dimostrato dall’impegno della Regione Piemonte in Africa sub-sahariana per uno sviluppo sostenibile che riduca le disuguaglianze e migliori le condizioni di vita.
Questa rete di supporto evidenzia un impegno strategico per affrontare le sfide del futuro, dalla salute all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità ambientale allo sviluppo socio-economico globale. Per founder e innovatori, ciò significa un panorama ricco di opportunità, ma anche la necessità di una visione olistica per identificare le sinergie tra i diversi strumenti e massimizzare l’impatto delle proprie idee. Il futuro dell’innovazione europea e italiana dipenderà dalla capacità di tradurre la ricerca d’eccellenza in applicazioni concrete, di formare talenti all’avanguardia e di estendere i benefici del progresso a tutte le comunità, promuovendo una crescita equa e resiliente.