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Quanto vale un atleta: guida per imprenditori e investitori

La domanda “quanto vale” un atleta oggi è anche una domanda per chi decide investimenti, prodotto e squadra. Qui esploro il rinnovo di Max Verstappen con Red Bull e le spese record per giocatori come Morgan Rogers, Elliot Anderson e Alexander Isak per ricavare regole che aiutino founder e investitori a valutare un asset umano. Il pezzo intreccia numeri concreti, regole contabili e casi per offrire una lente pratica su rischi e opportunità.

Quando il prezzo è strategia: salari che agiscono fuori dalle regole

Red Bull ha rinnovato Max Verstappen fino al 2030. I numeri riportati parlano di una base intorno a €92mn all’anno e fino a €115mn con bonus. Se il massimo fosse realizzato su quattro stagioni, il totale può arrivare a €460mn. La Formula 1 ha un tetto di spesa, cioè un limite operativo che nel 2026 è fissato a $215mn. Il tetto esclude gli stipendi dei piloti, consentendo alle squadre di usare retribuzioni come leva competitiva. Per una startup questo equivale a spendere fuori dal conto operativo per assicurarsi una risorsa strategica che influenza recruiting, sponsor e visibilità. Un investimento può operare fuori dal conto operativo.

Nel calcio la stessa logica emerge con trasferimenti record. Chelsea ha pagato £117m per Morgan Rogers e Manchester City ha offerto fino a £116m per Elliot Anderson. Liverpool aveva speso £125m per Alexander Isak l’anno scorso. Questi importi non sono solo costi sportivi, ma riflettono aspettative di crescita del valore, potenziale di rivendita e impatto commerciale. In termini pratici, un investitore deve domandarsi se sta comprando rendimento immediato o un asset che può essere valorizzato e monetizzato in futuro.

Quanto vale nella contabilità: regole che cambiano la decisione

Per capire “quanto vale” è necessario tradurre un prezzo in un impatto contabile. Nel calcio la Squad Cost Ratio è la regola che limita la spesa di squadra in rapporto ai ricavi e alle plusvalenze. La Squad Cost Ratio stabilisce quanto una società può spendere per salari e ammortamenti rispetto alle entrate. La plusvalenza è la differenza tra prezzo di vendita e valore contabile di un calciatore. Questa meccanica genera utile immediato nel bilancio. Un fee capitalizzato su più anni si traduce in ammortamento annuale: un trasferimento di £100m spalmato su cinque anni crea circa £20m di ammortamento annuo. La Squad Cost Ratio limita la spesa rispetto ai ricavi.

Le spese collaterali rendono il conto più complesso. Tra febbraio 2025 e febbraio 2026 i club di Premier League hanno pagato £460.3m agli agenti. A questi costi si aggiungono salari, bonus e costi di intermediazione. Nella F1 il salario di un pilota come Verstappen resta fuori dal tetto. Quel salario però ha un effetto indiretto sul valore del brand. Verstappen ha vinto quattro campionati del mondo e 71 gran premi. Questi risultati alimentano merchandising e contratti di sponsor. Per un founder la lezione è semplice, valutare l’effetto di bilancio e le spese ricorrenti, non solo il prezzo di acquisizione.

Valutare l’effetto di bilancio e le spese ricorrenti è fondamentale.

Rischi, orizzonte e uso strategico del capitale

I casi illustrano il rischio intrinseco nella valutazione di persone come asset. Alexander Isak ha segnato 4 gol e fatto 1 assist in 22 presenze nella sua prima stagione al nuovo club. Questi numeri mostrano come infortuni e adattamento possano diluire il ritorno atteso in tempi brevi. Al contrario, Moisés Caicedo ha avuto un avvio complicato ma poi è diventato centrale e ha collezionato premi di squadra. Questo esempio mostra l’importanza della pazienza nel ciclo di sviluppo del valore. La pazienza è cruciale nella valorizzazione del talento.

Red Bull invece ha puntato sulla stabilità. Verstappen è rimasto un punto fisso mentre la squadra affronta una transizione tecnica con un nuovo programma motore e partenze di figure chiave. Il parallelo con il calcio è che la proprietà del talento può essere un’assicurazione. Se la presenza di un atleta mantiene il brand, attira sponsor e conserva know how, il costo può diventare un premio di rischio. Ma il contrario è vero. Se la squadra resta lontana dalla vetta, anche lo stipendio più alto apparirà insostenibile. Per chi costruisce un’impresa, significa che il talento va inserito in un progetto di prodotto capace di sfruttarne il valore nel medio termine.

Il talento deve essere integrato in un progetto di prodotto sostenibile.

Decisioni pratiche per founder e investitori che valutano “quanto vale”

Primo, definire l’orizzonte temporale: si compra per risultati immediati o per crescita futura? Verstappen ha firmato fino al 2030; Rogers è legato fino al 2033 nel contratto citato. Secondo, modellare i vincoli regolatori e contabili: capire se la spesa è esclusa dal tetto o se pesa sulla Squad Cost Ratio cambia la sostenibilità dell’operazione. Terzo, quantificare i costi accessori: agenti, salari e ammortamenti trasformano un fee in un onere annuale significativo e spesso ricorrente.

Quarto, progettare vie di uscita e metriche intermedi: considerare la possibilità di plusvalenze per il calcio o di ricavi di sponsorizzazione e merchandising per uno sport come la F1. Infine, governare il rischio con pazienza e strumenti finanziari: diversificare il portafoglio di talenti e prevedere scenari negativi riduce la probabilità che un singolo insuccesso comprometta l’intero progetto. Diversificare il portafoglio di talenti riduce il rischio sistemico. La sfida rimane aperta e la vera prova sarà trasformare oggi grandi spese in crescita sostenibile, non in episodiche operazioni di cronaca.

Fonti: