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Ventures investire nell'AI: la strategia di SE Ventures

Ventures investire nell'AI: la strategia di SE Ventures

Il panorama economico globale sta vivendo una trasformazione senza precedenti. L’intelligenza artificiale (AI) non è più una tecnologia confinata al software. È un motore che spinge una profonda reindustrializzazione. Per le aziende e gli investitori che desiderano investire con successo, è cruciale comprendere come l’AI stia rimodellando la “physical layer” dell’economia. Questo include infrastrutture fisiche e sistemi operativi fondamentali, come data center, reti energetiche e robotica. Questo cambiamento inaugura un’era di crescita potenziata da capacità computazionali innovative. Ridefinisce settori chiave e crea nuove opportunità di investimento strategico.

Il capitale di rischio, o Venture Capital, è una forma di finanziamento per startup e aziende con alto potenziale. Emerge come il catalizzatore primario per questa rivoluzione. Navigare le complessità di questo nuovo ciclo richiede una profonda comprensione delle tendenze tecnologiche. Richiede anche una saggezza strategica affinata da anni di esperienza. Le decisioni di investimento, la costruzione di relazioni durature e la capacità di discernere il vero potenziale sono fattori determinanti per il successo. La macro-tendenza è duplice. Da un lato, l’innovazione guidata dall’AI rimodella settori industriali cruciali. Dall’altro, l’evoluzione delle migliori pratiche del capitale di rischio è essenziale per sostenere questa crescita. L’innovazione deve tradursi in valore tangibile e duraturo.

SE Ventures: Investire nell’Innovazione AI per l’Industria

Schneider Electric, con quasi due secoli di storia, si è adattata a successive rivoluzioni industriali. È passata da produttore di acciaio a leader globale nella gestione energetica e nell’automazione. Oggi, Schneider Electric è all’avanguardia di questa nuova ondata. Lo fa attraverso il suo braccio di venture capital da 1 miliardo di dollari, SE Ventures. È stato fondato per anticipare le direzioni del mercato. L’azienda scommette che la prossima grande trasformazione sarà guidata dalla collisione dell’Intelligenza Artificiale (AI) con il mondo fisico. Questo si estende dai data center e dalle reti elettriche alla robotica e all’automazione industriale.

Amit Chaturvedy, global head e managing partner di SE Ventures, si è unito all’azienda nel 2022. In precedenza, ha guidato gli investimenti aziendali presso Cisco. Egli evidenzia come le maggiori opportunità dell’AI si estendano ben oltre il software. SE Ventures investe in tecnologie che supportano l’economia dell’AI. Queste vanno dall’infrastruttura dei data center alla resilienza della rete e alla robotica industriale. Chaturvedy identifica la “capacità di costruire” come la risorsa più scarsa in questo settore. Include edifici, immobili, energia, potenza e attrezzature per l’elettrificazione.

Le aree chiave di investimento per SE Ventures riflettono questa visione strategica. Si concentrano su tre pilastri fondamentali. In primo luogo, l’infrastruttura AI è cruciale. L’aumento della domanda di calcolo per l’addestramento e l’inferenza dei modelli sta spingendo investimenti in startup come Together AI. Chaturvedy prevede che, tra cinque o sette anni, l’efficienza dei data center diventerà una priorità assoluta. Questo è un problema su cui Hammerhead AI, un’altra società in portafoglio, sta già lavorando. Schneider Electric, essendo un attore di spicco nell’elettrificazione dei data center, trova in queste partnership un’opportunità strategica significativa.

In secondo luogo, l’impatto dell’AI sulla rete elettrica è immenso. La domanda sulla rete è centinaia, se non migliaia, di volte superiore a quella generata dall’elettrificazione dei veicoli. Quest’ultima aveva già messo a dura prova le infrastrutture. SE Ventures investe in tutto ciò che contribuisce alla resilienza della rete. Riconosce la necessità di adeguare la capacità per supportare l’integrazione delle energie rinnovabili e il crescente fabbisogno energetico dell’AI. Infine, l’AI sta trasformando radicalmente il mondo industriale. La robotica, in particolare, beneficia di modelli AI di uso generale. Questi consentono agli stessi hardware robotici di eseguire molteplici compiti. Prima erano impossibili a causa dei limiti di cognizione e inferenza a livello periferico. Skild AI, un’azienda nel portafoglio di SE Ventures, è un indicatore di mercato di questa tendenza. Allo stesso modo, aziende come Axion utilizzano l’AI per analizzare dati di garanzia. Forniscono feedback agli ingegneri di progettazione in grandi aziende. L’AI può offrire casi d’uso trasformativi nell’industria.

SE Ventures vanta otto “Unicorni” nel suo portafoglio. Sono startup private valutate almeno 1 miliardo di dollari. Ha registrato 12 uscite. Tra queste, la recente acquisizione di Fabric8Labs, una tecnologia di stampa 3D in metallo, da parte di TDK Corp. Circa l’80% delle startup in portafoglio ha una relazione commerciale con un’unità di Schneider Electric. Spesso sono partner al servizio dei clienti. Questo rappresenta un “sacro graal” per Chaturvedy.

Lezioni Fondamentali dal Venture Capital: Guida per Fondatori e Investitori

Il mondo del venture capital offre un terreno fertile per l’apprendimento continuo. Un veterano con quattordici anni di esperienza nel settore ha distillato 14 lezioni fondamentali. Sono utili per investitori, fondatori e chiunque sia curioso sull’ecosistema delle startup. Queste intuizioni sottolineano l’importanza di aspetti che vanno oltre la mera analisi finanziaria. Toccano la sfera delle relazioni umane e della strategia a lungo termine.

Una lezione cruciale riguarda la potenza del networking. L’ecosistema è più piccolo di quanto si possa immaginare. La propria rete si estende ben oltre i contatti più stretti. Essere “l’ultimo ad andarsene” da un evento può portare a conversazioni più oneste e a connessioni inaspettate. Molte delle migliori opportunità nascono da persone da cui non ci si aspetterebbe aiuto. Questa rete non è solo per l’ottenimento di affari. Serve anche per la costruzione di una reputazione solida. Le persone alla periferia della propria cerchia sono spesso quelle che diffondono il sentimento generale.

L’importanza della due diligence è un altro pilastro. Non si tratta solo di un compito per gli investitori, ma anche per i fondatori. Gli investitori cercano informazioni attraverso canali informali. Questo serve a discernere la verità dalla “party line”, la versione ufficiale. I fondatori dovrebbero fare altrettanto, investigando sui loro potenziali finanziatori. Comprendere chi sono i propri backer e cosa portano al tavolo è cruciale. Essere esigenti nella scelta degli investitori assicura la crescita. Il “cap table” deve supportare la crescita, non solo la sopravvivenza.

Infine, le soft skill sono tanto importanti quanto l’intelligenza tecnica. In un business incentrato sulle persone, l’intelligenza emotiva (EQ) e il quoziente intellettivo (IQ) sono parimenti essenziali. Fondatori e Venture Capitalist devono essere in grado di gestire e comunicare efficacemente con le persone. Devono mostrare empatia e riconoscere il suo valore. Inoltre, la diversità e l’eccellenza non sono mutuamente esclusive. La diversità previene la stagnazione, stimola l’innovazione e porta a risultati migliori. La difficoltà nel trovare “talenti giusti” per giustificare la mancanza di diversità è spesso una scusa. Riconoscere i propri limiti è un’altra saggezza preziosa. Nessun fondatore o VC può essere esperto in tutto. Comprendere i propri punti ciechi e cercare competenze esterne può fare la differenza. Non esiste un “modello migliore” di VC. La scelta dipende dalla natura del business e dal tipo di supporto necessario. I fondi con un portfolio più piccolo, ad esempio, potrebbero essere più “affamati”. Sono disposti a investire maggiori sforzi nel nutrire i team fondatori. Rivelano la loro vera natura quando le cose non vanno come previsto.

L’intersezione tra l’impatto trasformativo dell’AI sull’industria e le lezioni fondamentali del venture capital rivela una sinergia critica. La “capacità di costruire”, identificata da Amit Chaturvedy di SE Ventures, è la risorsa scarsa nel nuovo ciclo di investimenti industriali guidato dall’AI. Richiede una forma di capitale che sia finanziariamente robusta, strategicamente intelligente e paziente. Qui, le lezioni del VC diventano illuminanti per chi vuole investire con consapevolezza. La necessità di una due diligence approfondita, che includa l’uso di “informal intel”, è particolarmente pertinente. Questo vale quando si valutano investimenti complessi in infrastrutture fisiche o robotica avanzata. In questi settori, la comprensione tecnica e le dinamiche di mercato sono sfumate. Un investitore che conosce i propri limiti può meglio navigare settori ad alta intensità. Questo mitiga i rischi intrinseci.

La “capacità di costruire” è la risorsa più scarsa nel nuovo ciclo di investimenti industriali guidato dall’AI.

Inoltre, la tensione tra i grandi “brand” di VC e i fondi con portfolio più piccoli è rilevante per le startup che operano nella “physical layer” dell’economia. Questi settori spesso richiedono cicli di sviluppo più lunghi e capitali più consistenti. Un fondo più “affamato” e orientato al nurturing potrebbe essere un partner più prezioso. Sarebbe disposto a “mettere i piedi per terra” per aiutare i team fondatori a superare gli ostacoli. Questo è vero specialmente quando le cose non vanno secondo i piani. Questo approccio si allinea con la visione di SE Ventures. Spesso instaura relazioni commerciali con circa l’80% delle sue aziende in portafoglio. Dimostra un impegno che va oltre il mero finanziamento. Mira a una partnership strategica a lungo termine. Tuttavia, l’accesso ai network globali e alla credibilità di un grande brand può accelerare la crescita. Un fondo più piccolo fatica a replicare questo. Si crea una dicotomia che fondatori e investitori devono attentamente valutare.

L’AI è il motore che alimenta una profonda reindustrializzazione globale.

Il panorama attuale è caratterizzato da una convergenza inarrestabile. L’intelligenza artificiale (AI) non è più una tecnologia isolata. È il motore che alimenta una profonda reindustrializzazione globale. I dati di SE Ventures evidenziano un massiccio spostamento di capitale verso la “physical layer” dell’economia. Questo include data center che consumano energia in modo esponenziale, reti elettriche sotto pressione e robotica avanzata. Questa ondata di innovazione richiede ingenti investimenti. Richiede anche un approccio strategico e relazionale da parte del capitale di rischio. In questo ambito, investire significa scommettere sul futuro con discernimento.

Le lezioni apprese in quattordici anni di venture capital ci ricordano che il successo dipende dalla capacità di identificare la prossima grande tecnologia. Dipende anche dalla maestria nel costruire relazioni, dall’importanza dell’intelligenza emotiva e dalla consapevolezza dei propri limiti. La vera sfida per il futuro è integrare queste lezioni.

Source eu-startups.com