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Sovranità tecnologica: modelli, energia e pagamenti tra promesse
Chi osserva l’innovazione in Europa lo sa: ogni grande dichiarazione di indipendenza porta con sé una piccola confessione di dipendenza. Anche questa settimana. Sabato l’azienda tedesca Aleph Alpha ha lanciato Kolibri, un modello di intelligenza artificiale pensato per pubbliche amministrazioni e industrie regolamentate. Martedì la francese Mistral ha presentato Mistral Large 4, soprannominato “Le Chonk”, con circa un trilione di parametri. Entrambi vengono venduti come modelli costruiti, addestrati e controllati in Europa. Ma la sovranità tecnologica europea è ancora più un obiettivo che un fatto, e non vale solo per l’intelligenza artificiale.
La Federal Reserve ha alzato i tassi con voto unanime e 16 dei 18 suoi decisori prevedono un altro aumento entro fine anno.
La sovranità tecnologica europea passa ancora dai chip americani
Le affermazioni di Mistral sono audaci. L’azienda sostiene che il modello batte GPT-6-Astra in un benchmark visivo. Ha risolto il 93% degli esercizi di hacking di Cybench. I rivali americani si sono fermati quasi a zero in quel test, soprattutto perché hanno rifiutato parti delle attività. Il numero va letto con cautela: racconta tanto delle politiche di sicurezza quanto delle capacità. Resta il messaggio dell’amministratore delegato Arthur Mensch: l’idea che l’Europa non possa competere non è vera. E i soldi ci sono: una valutazione di 21 miliardi di euro dopo un round da 3 miliardi a settembre.
Kolibri segue un’altra strada. Secondo europeanbusinessmagazine.com, È un modello più piccolo, da 78 miliardi di parametri con soli 3 miliardi attivi alla volta, economico da far girare sui server propri. Quasi un quarto dei dati di addestramento è in tedesco e il modello è addestrato ad ammettere quando non sa. La vera argomentazione di vendita è la conformità. I dati sono stati vagliati contro una lista di oltre 4,5 milioni di siti vietati. Un rapporto tecnico su copyright e AI Act è stato pubblicato. Per un ministero tedesco, quella pista di controllo vale più di ogni benchmark.
Eppure c’è un dettaglio scomodo. Aleph Alpha ha firmato lo scorso mese un accordo definitivo per fondersi con la canadese Cohere. La società combinata avrà sede sia in Canada che in Germania. Soprattutto, entrambi i modelli dipendono da chip americani: Le Chonk è stato addestrato su 3.800 unità Nvidia Grace Blackwell. La sovranità europea oggi significa data center e leggi europee, non silicio europeo. Mentre i produttori americani fissano prezzo e offerta della potenza di calcolo, l’indipendenza ha un tetto.
Il dollaro pulito e il conto dell’energia
Quello stesso squilibrio si vede sui mercati. L’euro scambia sotto 1,12 dollari, vicino al minimo di 17 mesi toccato lunedì dopo le tensioni sul bilancio francese. I trader hanno una frase per spiegarlo: il dollaro è “la camicia più pulita nel bucato”. Gli Stati Uniti hanno debiti federali pesanti e un’inflazione sopra obiettivo da oltre cinque anni, ma sembrano comunque il posto più sicuro. La Federal Reserve ha alzato i tassi con voto unanime e 16 dei 18 suoi decisori prevedono un altro aumento entro fine anno. La Banca Centrale Europea non può fare lo stesso senza rischiare la recessione, e la Francia indebitata rende la sua posizione ancora più difficile.
C’è anche un concorrente nuovo per il denaro pubblico: l’intelligenza artificiale. Secondo europeanbusinessmagazine.com, SpaceX, Oracle e Broadcom raccolgono capitali per comprare chip, e Anthropic punta a quotarsi con un’operazione fino a 100 miliardi di dollari, la più grande della storia. I rendimenti dei Treasury decennali e trentennali americani sono vicini ai massimi di 24 anni. L’Europa paga il conto senza avere la crescita americana a compensare. Sul fronte energetico il quadro è altrettanto contraddittorio. In Spagna, l’azienda Moeve sta costruendo a Huelva la prima grande centrale di idrogeno verde del sud Europa. Avrà 300 megawatt di elettrolizzatori e 45.000 tonnellate l’anno. È sostenuta da 304 milioni di euro pubblici. Eppure quel progetto copre appena il 2,5% dei 12 gigawatti promessi entro il 2030.
Il paradosso spagnolo è istruttivo per chiunque abbia un business plan europeista. Secondo europeanbusinessmagazine.com, le condizioni migliori, il sole più economico, l’associazione di settore che conta circa 400 progetti per oltre 33 miliardi di euro. Ma dei 145 progetti commerciali solo pochi hanno raggiunto una decisione di investimento finale. Mancano clienti con contratti lunghi e mancano le condotte. Il corridoio H2Med, con il sottomarino BarMar verso Marsiglia, non opererà prima del 2032. La lezione vale per i modelli di Mistral e Aleph Alpha quanto per l’idrogeno: costruire l’offerta senza una domanda che firma è riskioso. I governi europei dovrebbero dare contratti veri ai modelli sovrani, perché è così che i soldi seguono.
Quando il sistema si spegne, chi paga?
La fragilità delle infrastrutture si tocca con mano. Nell’aprile 2025 il blackout in Spagna e Portogallo ha lasciato circa 55 milioni di persone senza pagamenti digitali. I supermercati hanno respinto i clienti senza contanti. Ottanto mesi dopo, Mastercard ha risposto. Da febbraio 2027 ogni nuova carta emessa in Europa potrà pagare offline, fino a 200 euro per transazione. Da maggio 2027 ogni nuovo terminale dovrà supportarlo. Il sistema è già collaudato in Danimarca, Svezia, Estonia e Lettonia, dove durante una tempesta i pagamenti sono continuati con generatori locali. Ma circa due terzi dei pagamenti con carta in eurozona passano da società internazionali, soprattutto Mastercard e Visa secondo la BCE. La resilienza dell’Europa dipende da decisioni prese a New York, e questo rafforza la proposta del digital euro con funzione offline.
Gli stessi rischi emergono dalla fintech. Wise, costruita sulla trasparenza verso le banche, ha emesso dichiarazioni fiscali sbagliate per quattro anni, dal 2021 al 2025. La causa è stata un errore software di un fornitore terzo. Ora discute con HM Revenue & Customs un accordo collettivo per i clienti britannici che hanno pagato troppe tasse. Ha scelto di pagare lei il conto invece di rimandarli alle clausole scritte in piccolo. La lezione è chiara per chi costruisce prodotti finanziari: la semplicità apparente nasconde complessità normativa, e chi offre risparmi deve essere giudicato come una banca.
Ciò che resta da decidere
L’Europa ha dimostrato di saper costruire modelli all’avanguardia, impianti di idrogeno finanziati, pagamenti che sopravvivono al blackout. Le tre cose che la sovranità richiede sono modelli, denaro e chip: ha i primi, sta ottenendo il secondo, non ha il terzo. Nel frattempo l’euro dovrebbe scivolare verso 1,10 dollari. Le elezioni spagnole del 29 novembre potrebbero rallentare il progetto idrogeno. La BCE continua a chiedere sistemi di pagamento propri. La domanda per founder e investitori italiani non è se l’Europa possa competere, ma chi firmerà i contratti che trasformano le capacità in industrie.
Fonti:
- Le Chonk and Kolibri: Europe’s Answer to OpenAI, Built in Europe on… | europeanbusinessmagazine.com
- Spain’s €33bn Hydrogen Dream Has a Problem: Nobody Has Signed Up to… | europeanbusinessmagazine.com
- The Dollar Is the Cleanest Shirt in the Laundry. Europe Is Paying… | europeanbusinessmagazine.com
- MASTERCARD TO KEEP PAYMENTS MOVING DURING POWER AND NETWORK OUTAGES… | europeanbusinessmagazine.com
- Wise Got Its Customers’ Tax Wrong for Four Years. Now It Is Paying… | europeanbusinessmagazine.com