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Startup di robotica: 9,9 miliardi di dollari nel Q3 2026
I finanziamenti alle startup di robotica hanno raggiunto 9,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2026, secondo i dati diffusi da Crunchbase. Il dato è più del doppio rispetto ai 4,3 miliardi dello stesso periodo del 2025. È l’ultimo di una serie di trimestri con quasi 10 miliardi di dollari o più di investimenti nel settore. Nei primi nove mesi del 2026 la crescita su base annua è stata di circa il 185%. Secondo Crunchbase il grosso degli investimenti va ad aziende di Cina e Stati Uniti, che guidano la corsa alla physical AI, l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.
Il boom dei finanziamenti alla robotica nel terzo trimestre
Il trimestre si inserisce in una serie di risultati record per la robotica: nel corso del 2026 il settore ha raccolto quasi stabilmente 10 miliardi di dollari o più a trimestre, secondo Crunchbase.
Cina e Stati Uniti dominano gli investimenti
La geografia del capitale è fortemente polarizzata. La Cina guida con 13,2 miliardi di dollari investiti nel 2026, seguita dagli Stati Uniti con 12,1 miliardi. La Germania, terzo paese per raccolta, è nettamente staccata con 1,7 miliardi.
In Cina il round principale è andato a Xpeng Robotics, con 900 milioni di dollari. La società di Guangzhou sviluppa modelli di intelligenza artificiale e robot fisici. AI² Robotics di Shenzhen ha raccolto una Serie C da 736 milioni. L’azienda lavora a robot intelligenti per manifattura, sanità e servizi. Negli Stati Uniti due round hanno superato il miliardo. Atoms di Los Angeles, guidata da Travis Kalanick, è attiva nei ghost kitchen, nel mining e nel trasporto. Skild AI di Pittsburgh ha raccolto 1,4 miliardi di dollari per il suo modello fondazionale Skild Brain. Anche la tedesca Neura Robotics ha raccolto 1,4 miliardi per i suoi robot cognitivi.
La sfida del livello dati e modelli per la physical AI
Il collo di bottiglia non è solo il capitale, ma i dati. Lo ha spiegato Ulrik Stig Hansen, co-CEO di Encord, azienda di San Francisco che fornisce il livello dati per la physical AI, in occasione del primo Long Horizon Physical AI Summit tenutosi a San Francisco in ottobre.
“La physical AI è molto diversa perché non esiste un internet di dati physical AI. Quindi i dati devono prima essere raccolti e convertiti da token sensoriali a token azione”, ha dichiarato Hansen. I dataset multimodali combinano visione, dati tattili, forza e coppia. Sono di ordini di grandezza più grandi rispetto a quelli testuali. Raccoglierli, curarli, arricchirli e validarli è per Hansen un’operazione molto costosa per l’intero settore. Le capacità di calcolo e storage si stanno sviluppando. Ma costruire per il mondo fisico richiede più tempo rispetto ai modelli linguistici addestrati sui testi del web. Secondo Hansen la physical AI si trova ancora in fase di pre-addestramento ed entrerà presto nella fase di post-training.
Nuovi unicorni e prospettive incerte
L’ondata di capitale sta generando una nuova generazione di unicorni. Circa 75 aziende robotiche hanno raccolto fondi negli ultimi tre anni entrando nella lista degli unicorni. 45 di queste sono entrate nel corso del 2026. Sono più della metà del totale. Molte delle startup con valutazioni più alte competono su dati, modelli e casi d’uso verticali che vanno dall’industria pesante alla manifattura, dalla logistica alla domotica.
Nonostante la crescita, secondo Crunchbase News la direzione del settore resta incerta mentre le aziende gareggiano per le prossime innovazioni. Hansen considera il mercato abbastanza ampio da premiare più vincitori. “Ci sono molte aziende che stanno raccogliendo capitale e penso che molte di loro vinceranno”. “Ci sono tantissimi tipi diversi di applicazioni al mondo fisico”.
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