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L'EU Innovation Fund finanzia 20 startup net-zero tra 77 progetti
Il 19 ottobre 2026 la Commissione Europea ha annunciato la selezione di 77 progetti di tecnologie net-zero. I progetti riceveranno 3,4 miliardi di euro di sostegno dall’EU Innovation Fund. Secondo l’analisi di EU-Startups, 20 di questi progetti coinvolgono startup, scaleup e giovani realtà tecnologiche: circa il 26% del totale. Un dato che fotografa il peso delle aziende emergenti nella decarbonizzazione industriale europea, oltre ai grandi gruppi industriali tradizionalmente protagonisti di questi programmi.
20 startup tra i 77 progetti selezionati per 3,4 miliardi di euro
La selezione copre progetti in 23 paesi dello Spazio Economico Europeo, nei settori dell’energia pulita, della manifattura industriale, della rimozione del carbonio, dei carburanti sostenibili e delle materie prime critiche, secondo l’annuncio della Commissione Europea.
Il programma si articola in cinque categorie: 12 progetti su larga scala, 17 a media scala, 20 su piccola scala, 12 di produzione CleanTech e 16 pilota. Le 20 realtà legate a startup identificate da EU-Startups attraversano tutte e cinque le categorie. Vanno dagli sviluppi industriali di grandi dimensioni alle dimostrazioni e agli impianti di produzione più piccoli. Va precisato che l’importo esatto dei 3,4 miliardi che andrà ai progetti legati a startup non è ancora noto.
Progetti su larga scala con origine startup
Tra i 12 progetti su larga scala, due società già seguite da EU-Startups spiccano. La tedesca Vaeridion sviluppa il Microliner, un aereo regionale completamente elettrico a batteria per nove passeggeri. L’autonomia target è di circa 400 chilometri. L’azienda è stata fondata a Monaco nel 2021. Il progetto CAROLUS punta a portare il velivolo verso la certificazione, la produzione industriale e l’operatività commerciale in Germania. La società aveva chiuso un round Series A da 14 milioni di euro a dicembre 2024, per un totale di 17 milioni di finanziamenti.
La francese GravitHy, fondata nel 2022, lavora alla decarbonizzazione dell’acciaio producendo ferro a basse emissioni con idrogeno al posto dei processi tradizionali basati sul carbone. Il suo progetto a Fos-sur-Mer prevede un impianto da due milioni di tonnellate annue di ferro briquettato, utilizzabile dagli siderurgici per produrre acciaio a minori emissioni. A marzo 2025 la società aveva raccolto 60 milioni di euro. A completare la lista su larga scala c’è la spagnola Greenertis.
Chimica circolare ed economia dello scarto a media scala
Nella categoria a media scala EU-Startups ha identificato cinque progetti legati a startup, quattro delle quali già note alla testata. La olandese ChainCraft trasforma rifiuti organici in acidi grassi tramite fermentazione. L’azienda è nata nel 2010 come spinout dell’Università di Wageningen. Sostituisce ingredienti fossili o derivati dall’olio di palma in prodotti come mangimi, lubrificanti e rivestimenti. Ha raccolto 18,5 milioni in totale.
La tedesca traceless materials, fondata ad Amburgo nel 2020, ha totalizzato 39 milioni di euro sviluppando materiali polimerici naturali da residui agricoli come alternativa alle plastiche convenzionali. La spagnola H2SITE produce reattori a membrana per separare l’idrogeno da diversi flussi gassosi e vettori, tra cui l’ammoniaca. Lo spinout di TECNALIA e dell’Università di Tecnologia di Eindhoven è stato fondato nel 2021. Una Series B da 36 milioni a gennaio 2025 porta i suoi totali a 57,9 milioni.
La svedese Cemvision affronta le emissioni della produzione di cemento. L’azienda è stata fondata a Stoccolma nel 2020. Aveva raccolto 10 milioni di seed nel marzo 2024, con un primo contratto cliente già siglato. La quinta realtà è la svedese GreenIron.
Progetti su piccola scala e pilota: tecnologie emergenti in azione
Tra i 20 progetti su piccola scala figura la dublinese XFuel. L’azienda converte flussi di scarto in carburanti a basse emissioni “drop-in”. Questi carburanti sono utilizzabili senza modifiche a motori e infrastrutture di distribuzione. A gennaio 2026 aveva annunciato 16,76 milioni di euro per carburanti sostenibili per strada, mare e aviazione, portando i totali a 30 milioni. Le altre startup della categoria sono le francesi Enosis ed Epyr e la lituana Refinis.
Nella sezione pilota spicca la bruxellese Sirona Technologies, fondata nel 2023. L’azienda sviluppa tecnologia modulare di cattura diretta della CO2 dall’atmosfera. Il suo Project Furu a Øygarden, in Norvegia, ha ottenuto una sovvenzione fino a 9,1 milioni di euro. La sovvenzione è soggetta alla firma dell’accordo. La tedesca Reverion sviluppa centrali elettriche reversibili che convertono biogas e idrogeno in elettricità e viceversa. Lo spinout della Technical University of Munich è stato fondato nel 2022. Una Series B da 154,2 milioni a settembre 2026 porta i suoi totali a 228 milioni. Completano la berlinese C1 Green Chemicals, che produce metanolo rinnovabile con catalisi avanzata (25 milioni totali), più ICODOS e Flying Whales.
Il futuro manifatturiero CleanTech europeo
La categoria dedicata alla produzione CleanTech comprende tre startup. La svedese Orbital Systems si era fatta notare per le docce a ricircolo d’acqua e ha raccolto 61 milioni di euro. L’azienda è stata fondata a Malmö nel 2012 da Mehrdad Mahdjoubi dopo una collaborazione con NASA e Lund University.
La francese HoloSolis sta costruendo a Sarreguemines-Hambach un impianto di produzione fotovoltaica su larga scala, sostenuto da oltre 220 milioni di finanziamenti pubblici e privati. La tedesca Additive Drives sviluppa motori elettrici ad alta efficienza combinando produzione additiva e tecnologie convenzionali. L’azienda è stata fondata a Dresda nel 2020. A febbraio 2026 aveva ricevuto 25 milioni per scalare la produzione ed espandersi a livello internazionale.
Il quadro dell’Innovation Fund e i prossimi passi
Secondo la Commissione Europea, i 77 progetti selezionati potrebbero evitare circa 290 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nei primi dieci anni di attività. Il programma è finanziato con i ricavi dell’EU Emissions Trading System, che reinveste i proventi del mercato del carbonio nelle tecnologie a basse emissioni.
La domanda ha superato di gran lunga l’offerta. La call di dicembre 2025 ha attratto 358 richieste per 17,5 miliardi di euro. Il budget iniziale era di 2,9 miliardi. La selezione, però, non è ancora un finanziamento definitivo. I 77 promotori dei progetti sono stati invitati a preparare gli accordi di sovvenzione con l’agenzia esecutiva CINEA, con importi finali e condizioni contrattuali attesi per il primo trimestre del 2027, come indicato nella pagina dell’Innovation Fund.
Fonti: